Cacciato perché non vegano? Col M5S si può

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L’incredibile storia di Lorenzo Andraghetti, ormai ex assistente parlamentare del deputato bolognese Paolo Bernini

La storia, se fosse confermata, avrebbe dell’incredibile. “Mi ha detto che non ero vegano come lui e che per questo avrei perso il posto”, racconta allibito Lorenzo Andraghetti, ormai ex assistente parlamentare del deputato bolognese del M5S Paolo Bernini. Il cittadino deputato non è nuovo a colpi testa, già in passato era balzato alle cronache per aver “smascherato” ufficialmente un complotto dei servizi segreti che, secondo Bernini, in America inseriscono microchip nel corpo umano per tenere sotto controllo la popolazione.

La situazione risulta davvero surreale. Perché è vero che Andraghetti non è vegano ma è anche vero che è un militante di vecchia data del M5S, fedele alla causa e ai principi, e forse per questo diventato troppo scomodo.

Andraghetti è infatti uno dei primi attivisti bolognesi e già nel 2013 il neo-deputato Paolo Bernini lo assume come assistente parlamentare; ci rimarrà per due anni, fino ad ottobre del 2015. Poi qualcosa cambia. Nel dicembre del 2015 viene addirittura espulso dal M5S, reo di aver tentato la sfida alle comunarie per la scelta del candidato sindaco di Bologna.

Da allora, Andraghetti è un problema. Il Corriere dell Sera di Bologona racconta le circostanze nelle quali sarebbe maturato il licenziamento: “All’epoca – racconta Andraghetti- il buon Bernini mi disse, a voce, che mi licenziava da assistente parlamentare perché non ero vegano come lui, ed aveva bisogno di collaboratori che perorassero la sua causa animalista (come se ciò mi impedisse di occuparmi di temi animalisti) nonostante appartenesse alla commissione Difesa. Al mio posto infatti vennero assunti due collaboratori provenienti da associazioni animaliste“.

Andraghetti è convinto però che fosse solo una scusa: “Non credo che questi fossero i veri motivi”,  racconta l’ex attivista. “Credo che Bernini abbia ricevuto qualche diktat dall’alto. Iniziavo ad essere troppo scomodo e discordavo con la linea autoritaria del M5S”.

Ovviamente la vicende non si conclude in questo modo. Andraghetti ha portato la sua causa davanti al Tribunale del lavoro di Roma anche perché sostiene che non gli sono ancora stati pagati l’ultimo stipendio e il Tfr e chiede gli stipendi che gli sarebbero toccati fino al termine naturale della legislatura nel 2018.

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