Vedrete, voterà Sì anche chi non mi sopporta

Referendum
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Il 16 giugno il Pd tornerà in piazza, nel giorno della scomparsa dell’Imu e della Tasi prima casa: migliaia di tavolini e volantinaggio in tutta Italia

Spero che prima o poi le polemiche di questi giorni finalmente si abbasseranno. E a quel punto, diradata la nebbia, si scorgerà finalmente il panorama. Si potrà cioè entrare nel merito e discutere di una riforma che certo non è una riforma perfetta (anche perché non esistono le riforme perfette e come diceva Amos Oz “il contrario del compromesso è il fanatismo”), ma questa riforma è un grande passo in avanti: è una riforma che finalmente cancella il bicameralismo paritario, taglia di un terzo il numero delle persone che fanno politica in Italia, riduce i poteri delle Regioni abbassando gli stipendi dei consiglieri regionali, dà più poteri alle opposizioni e ai cittadini, introduce il referendum propositivo, riduce la decretazione d’urgenza da parte del Governo. E soprattutto manda in pensione gli inciuci e le larghe intese: chi vince governa; chi perde controlla e fa opposizione come in tutto il resto del mondo.

Di una cosa sono certo: anche se deputati di Cinque Stelle, della Lega, di Forza Italia saranno contro questa riforma (dal loro punto di visto è anche comprensibile: uno su tre va a casa e sono tutti buoni a contestare il palazzo romano finché non ci mettono piede. Poi, quando arrivano a Roma, si affezionano alla poltrona: è normale), molti elettori di quei partiti voteranno sì al referendum perché anche loro vogliono un Paese più semplice e più veloce.

Dunque più giusto. Poche chiacchiere: solo in Italia abbiamo questo bicameralismo paritario. E solo in Italia abbiamo una classe politica così numerosa e così costosa. Intervenire e tagliare in questo settore significa fare un favore al Paese per le prossime generazioni. Vedrete che voteranno sì anche tante persone che magari non mi sopportano o alle politiche non voteranno mai per il PD. Ma sul referendum basta un sì e il potere potrà finalmente andare ai cittadini anziché agli intrighi del Palazzo.
Quando si diraderà il fumo delle polemiche, si assisterà anche a un fenomeno incredibile: per la prima volta in una campagna referendaria c’è una organizzazione che parte dal basso. Non c’è il super capo megagalattico di un Comitato Nazionale, ma ci sono migliaia di comitati: non c’è il capo di un singolo comitato, ma diecimila comitati con diecimila animatori di questi comitati. Ecco perché vi chiedo di fare un giro su www.bastaunsi.it

 

Testo tratto dall’Enews del 25 maggio. Leggi il testo integrale QUI

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