Vaccini, l’Europa si scopre la più scettica al mondo

Salute
Il ministro della sanità Beatrice Lorenzin in occasione dell'inaugurazione del nuovo polo cardio-toraco-vascolare del Policlinico Sant'Orsola di Bologna, 1 Agosto 2016. ANSA/ GIORGIO BENVENUTI

Uno studio in 67 Paesi rivela il 36% di opinioni negative nel Vecchio Continente. Record internazionale dei francesi con il 41% di dubbiosi

Si tratta dello studio più ampio mai realizzato prima d’ora in merito alle opinioni nei confronti dei vaccini: importanza, efficacia, sicurezza, compatibilità con la religione praticata. Sessantaseimila persone, in sessantasette paesi di tutto il mondo, sono state intervistate tra settembre e dicembre 2015, dagli scienziati del Vaccine Confidence Project alla London School of Hygiene and Tropical Medicine. I risultati sono stati pubblicati il 9 settembre sulla rivista EBioMedicine e delineano uno scenario molto poco confortante soprattutto per il vecchio continente. Dallo studio emerge infatti che i cittadini europei sono i più scettici al mondo sulla sicurezza delle vaccinazioni. Se l’importanza dei vaccini è globalmente riconosciuta, malgrado differenze notevoli tra i vari paesi, è proprio la percezione della scarsa sicurezza il dato che colpisce di più.

Gli italiani
In Italia un italiano su cinque è scettico sulla sicurezza, infatti il 20% degli intervistati si dichiara non completamente d’accordo con l’affermazione che i vaccini siano sicuri, mentre il 5% si dichiara “totalmente in disaccordo” e il 15% “tendenzialmente in disaccordo”. Mentre per quanto riguarda il dato sull’efficacia, il 32% dei partecipanti ha dichiarato di essere “estremamente d’accordo”, il 44% “tendenzialmente d’accordo” e il 12% “tendenzialmente in disaccordo”. Tuttavia il dato più sorprendente è quello della Francia, dove il 41% degli intervistati si dichiara in disaccordo con l’affermazione che i vaccini siano sicuri. Si tratta del record mondiale di scetticismo, se si pensa che il 17% dubitano della loro efficacia e il 12% non li ritengono importanti per i bambini. In generale, lo studio evidenzia che il livello di educazione aumenta la fiducia nell’importanza e nell’efficacia dei vaccini, ma non nella loro sicurezza.

Il Bangladesh “batte” l’Europa
L’Europa è il continente in cui la media delle risposte dei paesi presi in considerazione dallo studio, risulta più contraria ai vaccini: l’8% non ritiene importante fare i vaccini ai bambini, il 17% non pensano che i vaccini siano sicuri e l’11% giudicano che non siano efficaci. E se la media mondiale si attesta intorno al 13%, nei paesi asiatici c’è invece un vero e proprio plebiscito sull’importanza dei vaccini. In Paesi come il Bangladesh, è solo lo 0,3% degli intervistati a dare risposte negative, in Indonesia il 3% e in Thailandia il 6%. Mentre per quanto riguarda la percezione della sicurezza, l’Arabia Saudita, l’Argentina e il Bangladesh sono i paesi in cui c’è maggiore fiducia nei confronti dei vaccini (tra lo 0,2 e l’1,2% di risposte negative). In questi paesi tuttavia l’ostacolo principale nei confronti delle vaccinazioni è l’incompatibilità con la religione praticata. In Asia, soprattutto in Vietnam e Mongolia, le percentuali vanno dal 26 al 46% degli intervistati, mentre in media, rispetto all’insieme dei paesi, il 15% degli intervistati considera che la religione non permetta la vaccinazione.

Il peso della fiducia nello Stato
In generale, le risposte raccolte dallo studio, mostrano un maggiore consenso sull’importanza e l’efficacia dei vaccini, che non nella loro sicurezza. Uno scetticismo basato più «sull’aspetto emozionale che su delle informazioni scientifiche solide» ha dichiarato Heidi Larson, la scienziata che ha guidato il progetto, che ha aggiunto «è necessario approfondire il modo in cui i vaccini vengono introdotti nei paesi e il modo in cui la popolazione viene coinvolta e informata» perché «dallo studio emerge che la sfiducia nei confronti delle vaccinazioni riflette quella nei confronti dello Stato». E che laddove c’è scarsa fiducia nei governi, come in Africa, c’è una minore adesione alle vaccinazioni.

Anziani? I più convinti
Infine lo studio ha considerato anche parametri come il sesso e l’età. Sull’importanza dei vaccini sono in maggioranza le donne a rispondere positivamente, mentre l’età gioca un ruolo sull’apprezzamento dell’efficacia: gli over 65 ci credono di più dei giovani. Secondo la scienziata studi di questo tipo sono importanti «perché offriranno migliori possibilità di prevenire potenziali focolai di malattie come il morbillo, la poliomelite e la meningite, che possono causare disabilità permanenti e morte».

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