Una mamma scrive a Grasso: “Basta compiacere chi urla più forte”

Vaccini
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La lettera al presidente del Senato dalla madre di una bimba che non può vaccinarsi: “Essere un legislatore ed essere un parlamentare richiedono qualità morali che sembrano vacillare al primo sussulto di piazza”

Domani il decreto legge sui vaccini torna nell’aula del Senato, ma le pressioni dei no vax sulla politica rischiano di modificare il testo. E se gli antivaccinisti esultano, ci sono famiglie che tremano perché la vita dei loro figli è letteralmente legata alle decisioni che verranno prese in questi giorni a Palazzo Madama. Sono i genitori di bambini che per motivi di salute non possono vaccinarsi, spesso perché immunodepressi a seguito di un tumore o di una leucemia, come il bimbo morto a Monza.

E a richiamare le istituzioni sulla questione è proprio una mamma di una di questi bambini che ha deciso di affrontare la situazione e scrivere al presidente del Senato Piero Grasso anche a nome di altre famiglie nella sua stessa situazione. L’anno scorso la sua Lia (così si chiama la piccola di sette anni) non era potuta andare a scuola perché nella sua classe ben otto bambini su diciannove non avevano fatto il richiamo contro morbillo, parotite, rosolia.

“Presidente Grasso e senatori della Repubblica – scrive la mamma -, non è senza rammarico che abbiamo deciso di chiedervi di leggere queste righe, che avremmo voluto e creduto di non dover scrivere. Siamo genitori qualsiasi, siamo genitori di bambini sani, di bambini malati, siamo alcuni di quel quasi novanta per cento di genitori italiani che non si radunano nelle piazze, che non molestano chi svolge un servizio pubblico, ma che ogni giorno si comportano secondo le regole del vivere in comunità e che vaccinano normalmente i propri figli, per la propria protezione e per sentire di appartenere ad una società.

Vi scriviamo perché in questi giorni al Senato abbiamo assistito al mercimonio di un valore prezioso: la nostra fiducia in voi e nella scienza. Il decreto che reintroduce l’obbligatorietà delle vaccinazioni, ogni giorno viene esautorato un po’, per compiacere una forma di comunicazione sociale che non dovrebbe dettar legge; chi urla più forte oggi pare averla vinta. Non consentiamo ad insegnanti e medici di dare il buon esempio, alleggeriamo le sanzioni fin quando al massimo non daremo un simpatico buffetto a chi non vaccina i propri figli senza motivo valido”.

“I tentennamenti non sono ammessi, qualsiasi strada si scelga di intraprendere. Essere un legislatore ed essere un parlamentare richiedono qualità morali che sembrano vacillare al primo sussulto di piazza. Bisogna essere all’altezza del proprio ruolo nella società e nella storia e bisogna esserlo guidando le persone nella direzione della ragione e non inseguendo gli urlatori”.

“Abbiamo ascoltato parole tra gli scranni del Senato che fanno tremare i polsi – aggiunge la donna – e rivelano quanto radicate siano l’ignoranza e la scaramanzia: vaccini metallici, vaccini al tungsteno, improvvisati trattati di immunologia. Tra di noi ci sono genitori che quotidianamente affrontano la malattia dei propri figli e conoscono bene la materia, ci sono anche genitori che si sono spesi pagando un prezzo intimo e personale per cercare di tranquillizzare altri genitori. E poi, dopo aver mostrato la volontà di travalicare il momento attuale che inclina pericolosamente verso l’antiscienza, tirate così il freno a mano? Si perché, chi supera i limiti di velocità viene ampiamente sanzionato ed a ogni reiterazione rischia di vedersi sottratta l’abilitazione a stare nelle strade con gli altri, mentre chi mette a rischio i figli propri e quelli altrui di questo passo sarà un benefattore. Se la politica non sarà dalla parte della ragione e dei cittadini con fermezza, le coperture caleranno ancora pericolosamente e dopo non ci sarà informazione capace di salvare coloro che ne pagheranno le spese, la salda immagine di guida che dovrebbe appartenervi sarà perduta e sarà vostra la responsabilità delle future epidemie”.

“L’immagine che offrirete adesso – si legge infine nella lettera – sarà il modello di società che avremo domani e perdere le redini così, sta incrinando pericolosamente un ideale di convivenza e di umanità che dovremmo invece tutti impegnarci a promuovere e salvaguardare”.


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