Vacanze in Grecia? I rischi per il turista in caso di default

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Se ci trovassimo spensierati su un’isoletta greca nel momento in cui Atene dichiarasse bancarotta, cosa accadrebbe alla nostra vacanza?

Chiusura delle banche
Una prima emergenza sarebbe una crisi di liquidità. Le banche, già ridotte allo stremo, subirebbero un tracollo e chiuderebbero sportelli e bancomat. Basta ricordare cosa successe a Cipro due anni fa, durante la profonda crisi finanziaria, dove i bancomat rimasero chiusi per quasi due settimane. Inoltre, bar e ristoranti potrebbero non accettare più le carte di credito.  In pratica, chiunque avesse bisogno di servizi finanziari si troverebbe in difficoltà.

Il consiglio principale è quindi quello di portare con sé contanti sufficienti, magari pagando alberghi o appartamenti prima di partire.

Carburante
Un altro rischio potrebbe essere quello di non trovare più benzina per la macchina o, più in generale, per traghetti e altri mezzi di trasporto greci. Anche se forse non sarebbe così negativo, potremmo trovarci bloccati su un isoletta o non riuscire a tornare nell’immediato in Italia.

Il ministero dell’Economia greco assicura comunque di avere riserve di carburante sufficienti. Per chi viaggia in aereo, viene inoltre spontaneo considerare meno a rischio le compagnie non elleniche.

Farmaci e beni essenziali
Il consiglio di molte associazioni di consumatori, come nel caso dei contanti, è quello di portare con se le medicine che si usano di solito. Attenzione ai beni essenziali, nel peggiore dei casi potrebbero esserci problemi di rifornimenti per le piccole isole.

Chiusura di esercizi
In caso di default o di grexit, uffici pubblici, musei, poste e negozi gestiti da privati potrebbero decidere di chiudere per questioni di ordine pubblico o per la difficoltà economiche, creando di fatto caos sociale.

La situazione per il turismo ellenico non è delle migliori. La Confederazione greca di settore ha registrato un calo del 30% dei last minute, che in genere rappresenta un quinto di tutte le prenotazioni. Il sito di viaggi Opodo.de ha riferito che le prenotazioni aeree sono crollate improvvisamente dopo il 26 giugno, quando le trattative si sono interrotte. Molte linee aeree, tra cui Emirates, Qatar Airways e Turkish Airlines, hanno bloccato la vendita di biglietti da parte degli agenti di viaggio greci e dal 15 luglio, l’organizzazione internazionale di compagnie aeree Itata ha stabilito che gli agenti di viaggio greci inviino i fondi settimanalmente e non più ogni quindici giorni a un conto bancario greco.

Tuttavia secondo Codacons, l’associazione per i diritti dei consumatori, “è necessario evitare inutili allarmismi”. “La situazione attuale del paese – chiarisce in un comunicato – non è tale da mettere a repentaglio viaggi e vacanze”.

D’altronde, il governo greco farà di tutto per evitare un crollo della presenze di stranieri considerando che il settore dei turismo rappresenta fra il 15 e il 20% del Pil di Atene: un suo calo si farebbe sentire, eccome.

 

Foto di Apel.les – Flickr

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