Turchia abbatte jet russo. Putin: “Una pugnalata, conseguenze tragiche”

Terrorismo

La Nato si riunirà oggi in sessione straordinaria. Il governo turco sostiene che il jet russo aveva sconfinato dai cieli siriani. Mosca nega: abbiamo le prove

Un cacciabombardiere russo Su-24 è stato abbattuto stamattina dalla Turchia in una zona al confine tra Siria e Turchia, intorno alle 9.20 ora locale. Ankara assicura che l’aereo, caduto in territorio siriano nella provincia di Latakia, è stato abbattuto perché aveva violato il suo spazio aereo e dopo ripetuti avvertimenti, 10 per l’esattezza. Ma Mosca smentisce questa versione e, tramite il ministero della Difesa, fa sapere che il suo aereo “per l’intera durata del volo è stato esclusivamente sul territorio siriano” e “questo è stato registrato da affidabili metodi di monitoraggio”.

Incerta la sorte dei due piloti che erano a bordo del jet militare russo: secondo l’emittente Cnn Turk uno è morto e l’altro è stato catturato da ribelli turcomanni anti Assad attivi nella zona. Il premier turco, Ahmet Davutoglu, ha ordinato al ministero degli Esteri di consultare Nato e Nazioni Unite sugli ultimi sviluppi relativi all’accaduto lungo il confine con la Siria. Inoltre la Nato, su richiesta della Turchia, ha convocato per oggi pomeriggio una riunione straordinaria del Consiglio del Nord Atlantico, massimo organo decisionale composto dagli ambasciatori dei 28 Paesi alleati.

Quel che è certo è che Vladimir Putin non ha affatto preso bene la cosa. “L’abbattimento del jet militare russo è una pugnalata alle spalle”, ha dichiarato il presidente russo incontrando il re di Giordania Abdullah II. “Quanto accaduto avrà conseguenze tragiche nei rapporti tra Russia e Turchia”.

 

L’aereo è caduto precisamente in una zona nota come ‘Montagna turcomanna’, nella provincia siriana di Latakia, in corrispondenza della provincia turca di Hatay oltre la frontiera. L’area è circa 40 chilometri a nordest della città portuale di Latakia, dove si trova una base aerea russa. Qui da ieri proseguono combattimenti fra il regime siriano e le milizie turcomanne anti-Assad, che sono sostenute da Ankara.

A proposito dei due piloti, la cosa certa è che si sono lanciati con i paracadute prima dello schianto del jet. A riferirlo sono stati tanto i media turchi quanto il ministero della Difesa russo. Non è stata invece confermata ufficialmente la notizia, diffusa da fonti dei ribelli siriani e riportata da Cnn Turk, secondo cui uno dei piloti sarebbe morto e l’altro sarebbe stato catturato dai ribelli turcomanni. Poco dopo l’abbattimento dell’aereo due elicotteri militari russi si sono avvicinati alla zona per cercare i piloti, ma i miliziani turcomanni non hanno dato loro il permesso di atterrare.

I turcomanni, minoranza siriana di lingua turca, godono dell’appoggio della Turchia e si oppongono al presidente siriano Bashar Assad, mentre gli aerei russi sostengono il regime di Assad, il che rende questo incidente ancora più complesso dal punto di vista diplomatico. Questa settimana la Turchia aveva chiesto un incontro del Consiglio di sicurezza dell’Onu per discutere degli attacchi contro i turcomanni nella vicina Siria e la scorsa settimana Ankara aveva convocato l’ambasciatore russo per protestare contro il bombardamento dei loro villaggi.

(In copertina il video diffuso dalla tv turca Haberturk.com)

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