Strage nel locale gay di Orlando: 50 morti e 53 feriti. L’Isis rivendica

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epa05360655 Members and supporters of the lesbian, gay, transgender, bisexual and queer (LGTBQ) community attend a candlelight vigil outside the White House to honor the victims of the mass shooting at Pulse, a gay nightclub in Orlando, Florida, in Washington, DC, USA, 12 June 2016. 50 people were killed and 53 were injured in a shooting attack at an LGBT club in Orlando, Florida, in the early hours of 12 June. The shooter, Omar Mateen, 29, a US citizen of Afghan descent, was killed in an exchange of fire with the police after taking hostages at the club.  EPA/JIM LO SCALZO

La polizia ha fatto irruzione nel night club gay Pulse ad Orlando in Florida uccidendo il sequestratore. Si indaga sulla pista del terrorismo islamico

È entrato in un locale gay di Orlando e ha aperto il fuoco, uccidendo almeno 50 persone e ferendone altre 53. Il killer è Omar Mateen, trentenne americano di origini afgane e sembra vicino a posizioni radicali. L’uomo è entrato nella discoteca e ha aperto il fuoco sulle persone che stavano ballando, era armato di fucile, pistola e cintura esplosiva, inoltre un secondo ordigno è stato rinvenuto nella sua auto. Si tratta della peggior strage compiuta con armi da fuoco (e quindi esclusi gli attentati con bombe o l’11 settembre) nella storia degli Stati Uniti.

La carneficina di Orlando è stata rivendicata dall’Isis: “L’attacco è opera nostra”. Ovviamente la cosa andrà verificata, ma la notizia aggiunge inquietudine ulteriore.

La polizia di Orlando ha annunciato che l’uomo barricato nel Pulse club è stato ucciso dopo l’irruzione delle forze dell’ordine all’interno del locale.

Per il padre dell’attentatore, Seddique Mateen nega il movente religioso e le motivazioni potrebbero essere altre: sembra che Omar, infatti, tempo fa avesse visto un bacio tra due gay e ne fosse rimasto sconvolto e arrabbiato. Inoltre, l’ex moglie lo ha definito come un “un uomo poco religioso”. Il padre dell’attentatore, afghano, pero’ potrebbe avere legami con i talebani, verso cui aveva espresso gratitudine recentemente in chiave anti-pachistana. Lo aveva fatto in una trasmissione televisiva negli Stati Uniti.

Un attacco alla comunità LGBT, da sempre nel mirino degli estremisti, ma che fino ad oggi non aveva subito attacchi di simili proporzioni. L’irruzione al Pulse club, locale gay di Orlando  è iniziata intorno alle alle 2 ora locale, circa le 8 in Italia e si è conclusa con il blitz delle forze dell’ordine che hanno neutralizzato l’assalitore.

L’FBI sta indagando sulla pista del terrorismo di matrice islamica, ma nessuna pista è esclusa. Le scene dell’assalto hanno riportato alla memoria le tragiche immagini dell’assalto al Bataclan, che il 13 novembre 2015 ha provocato la morte di 93 persone.

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha espresso la sua vicinanza alle famiglie delle vittime, ha offerto tutto il supporto possibile del governo e chiesto di essere costantemente informato. Quella di Orlando è a peggiore strage commessa con armi da fuoco della storia americana. Nell’anno in corso si contano già 156 morti a seguito di sparatorie, un bilancio che per gli Stati Uniti ormai è usuale.

Solidarietà per quello che è successo a Orlando l’ha espressa su Twitter il presidente del Consiglio Matteo Renzi: “Solidarietà e commozione del governo italiano per l’atroce strage di Orlando in Florida. Il nostro cuore è con i nostri fratelli americani”

 

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