Uomini che “odiano” le scrittrici? Ci pensa Twitter

Dal giornale
Una veduta interna della Libreria Rizzoli a New York, 21 luglio 2015. A un anno dalla chiusura del bookstore sulla 57/a strada, Rizzoli riapre nel quartier Nomad della Grande Mela: un'area in pieno rilancio con la quale il 'tempio' dei libri punta a coniugare dinamicità e storia, con un tocco di italianità. Ospitata nel St. James Building, edificio progettato nel 1896 dall'architetto Bruce Price, la libreria Rizzoli ricrea proprio l'esperienza architettonica classica integrata con la sua nuova posizione al centro di Manhattan, su Broadway e la 26/a strada.
ANSA/ SERENA DI RONZA

Centinaia di cinguettii per segnalare i libri di autrici amate

Due giorni dopo lo “scandalo” dei dieci libri per Natale, tutti dieci scritti da autori di sesso maschile, suggeriti dall’ultimo numero de “La Lettura”, il settimanale del “Corriere della Sera” e, a seguire la dichiarazione di Marco Bonassi, direttore della Libreria Feltrinelli di Bologna – «Non amo particolarmente i libri scritti da donne di non per le strenne di Natale – il web si mobilita e la polemica sceglie la resilienza. Senza alzare la voce, anzi, in silenzio e con amore, attraverso Twitter chi ha voluto sputare in un occhio (metaforicamente) al Bonassi, ha twittato uno o più libri di scrittrici. Hanno aderito finora un centinaio di follower, un successone.

L’iniziativa è partita da CasaLettori, un account creato da Maria Anna Patti, 57 anni, biologa siciliana, chiuso il suo laboratorio di analisi cliniche a Cinisi, trasferisce con il marito ad Alcamo e da allora si dedica quasi eslusivamente alla sua grande passione: la lettura, e la sua promozione. Maria Anna è diventata un punto di riferimento per i lettori in Twitter: la prima cosa che i più notano di lei sono i ventimilamila follower in un anno e i numerosi hashtag entrati in «Tendenze Twitter». «Il merito è dei lettori – ha spiegato -, sono loro che avevano bisogno di uno spazio così, in cui essere ascoltati, e quando l’hanno trovato l’hanno usato. Inizialmente editori e giornalisti erano perplessi, dicevano “e chi è ora questa qui”, ora finalmente hanno capito che i lettori sono a casa loro». La sua pronta adesione alle proteste che sono seguite alle parole del direttore della Feltrinelli di Bologna, ha dato vita a questohastag “resiliente” che continua ancora a suggerire romanzi scritti da donne.

Le persone che giustamente hanno definito il direttore in questione «maschilista più o meno consapevole» e «mentecatto». Ed è «maschilismo più o meno consapevole». Ed è così, non è l’unico… Ma come direttore di una libreria, ha una gravissima lacuna, quella di considerare la letteratura divisa tra scrittori e scrittrici, confondendo i generi sessuali con i generi letterari.

Caro direttore, finirà che alla libreria che dirige chiederà di ordinare i libri non in ordine alfabetico, ma per generi: uno scaffale per gli scrittori e un altro per le scrittirici. Come ai bagni pubblici..

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