Uno studio sui foreign fighters tedeschi. Con risultati sorprendenti

Terrorismo
Isis fighters, pictured on a militant website verified by AP.

Uno studio traccia il profilo di 670 jihadisti che hanno lasciato la Germania per unirsi a gruppi terroristi in Siria e Iraq. Ecco cosa è venuto fuori

Quanti hanno un background criminale, quanto sono radicalizzati, qual è il loro livello di istruzione e quanti anni hanno: le autorità tedesche hanno analizzato profondamente 670 casi di jihadisti che hanno lasciato la Germania alla volta della Siria o dell’Iraq a giugno del 2015. Lo studio, realizzato dall’agenzia di sicurezza federale per la protezione della Costituzione, l’ufficio federale anti-crimine e il centro di informazione e competenza dell’Assia contro l’estremismo, è stato in parte reso pubblico dalle emittenti tedesche NDR e WDR e dal quotidiano Süddeutsche Zeitung.

Giovane, maschio
La maggior parte degli individui che hanno lasciato la Germania per unirsi a gruppi islamisti ha finito per arruolarsi nell’Isis (78 per cento). La maggioranza sono uomini, ma un significativo 21 per centro sono donne. La maggior parte viveva in città prima di partire per la Siria e l’età media è di soli 25,9 anni. In 80 casi, addirittura minorenni, tra 15 e 18 anni. 409 jihadisti sono nati in Germania, 399 sono cittadini tedeschi e 160 hanno la doppia cittadinanza. Un terzo di loro hanno almeno un figlio e il numero dei convertiti all’Islam è di 114.

Molti degli islamisti hanno un buon livello di educazione. Ottanta andavano all’università – anche se la maggior parte non è riuscita a conseguire una laurea – e 82 sono diplomati alle scuole superiori.

Più della metà ha avuto guai con la giustizia in passato: assalti, furti, rapine, droga e in alcuni casi reati a sfondo sessuale.

Risultati sorprendenti
I risultati più sorprendenti dello studio riguardano i fattori di radicalizzazione. C’è la conferma che nel 30 per cento dei casi internet ha giocato un ruolo determinante nel processo di radicalizzazione ma gli amici (37 per cento) e i contatti nelle moschee (33 per cento) sembrano avere un ruolo più significativo del web. Secondo il report, invece, il reclutamento nelle prigioni ha giocato un ruolo solo in nove casi.

Dei 670 casi analizzati, 234 hanno fatto ritorno in Germania e 23 sono attualmente in galera.

Prevenzione sul reclutamento futuro
Le agenzie di sicurezza sperano di poter utilizzare questi dati come base per aiutare a prevenire la radicalizzazione islamista in aggiunta alle misure statali già esistenti, alle indagini telematiche e ai centri di informazione. Come ultima misura, le autorità tedesche possono confiscare i passaporti degli Islamisti per evitare di farli partite per i campi del terrore in Siria.

 

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