Unioni civili, ultimi giorni per mediare mentre si muovono le piazze

Diritti
Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, parla con la senatrice Pd Monica Cirinnà durante le dichiarazioni di voto sulle sue comunicazioni in Senato, in merito al prossimo consiglio europeo del 15 e 16. Roma, 14 ottobre 2015. ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI,

Settimana di confronto nei partiti e tra partiti: domani la riunione del gruppo Pd

La settimana decisiva sarà la prossima, quando al Senato si voterà finalmente il ddl Cirinnà, ma questi giorni saranno fondamentali per gli ultimi confronti, per le mediazioni dell’ultimo minuto, per chiudere gli accordi all’interno del Pd e tra il Pd e gli altri partiti a Palazzo Madama. Il primo test, però, sarà quello della votazione sulle questioni pregiudiziali presentati dai gruppi come la Lega per affossare subito il provvedimento. Sul testo, inoltre, pesano i 6000 emendamenti presentati (5000 circa sono stati firmati da rappresentanti del Carroccio).

Il punto all’ordine del giorno resta sempre la stepchild adoption; e poi c’è il tema, sollevato da alcuni – ma che non compare nel testo – dell’equiparazione o meno al matrimonio (le unioni sono state definite appositamente con il termine “formazioni sociali”, proprio per distinguerle dall’istituto del matrimonio). I primi voti faranno capire quali sono gli equilibri in Senato e contare i favorevoli al ddl anche in vista del voto segreto.

Sulla necessità di un voto palese è intervenuto il presidente del Pd Matteo Orfini il quale, in un’intervista a Repubblica, fa suo l’appello arrivato dalle piazze di #Svegliatitalia: “C’è stato un confronto serio, lungo e approfondito come era giusto che fosse su una materia così rilevante. Il suo naturale compimento sarebbe quello di un voto palese dell’aula. Niente dovrebbe impedire di mostrare al Paese il proprio giudizio sulle Unioni civili”.

E ribadisce l’irrinunciabilità della stepchild adoption, uno dei “pilastri del testo”: “In tutti i paesi dove sono riconosciute le coppie gay c’è anche l’adozione. Perciò il Pd sta limando alcuni emendamenti, cerca un punto di equilibrio ma non rinuncerà ai pilastri del testo, ai suoi fondamentali. L’obiettivo è tenere insieme i due aspetti”.

Domani mattina il gruppo Pd in Senato si riunirà per proseguire la riunione di martedì scorso ed eventualmente cercare un’intesa sul testo anche se i senatori dem che hanno presentato gli emendamenti non hanno almeno al momento intenzione di ritirarli. E in ogni caso, anche se non si dovesse trovare una quadra, ogni senatore sarà libero di votare secondo coscienza.

Infine, giovedì a partire dalle 9.30 il testo inizierà ad essere discusso dai senatori in aula. Quel giorno – e nei giorni successivi in cui si discuterà il ddl Cirinnà – la comunità Lgbt organizza, dopo il successo delle manifestazioni italiane di sabato, un presidio di fronte a Palazzo Madama.

Continua, sul fronte cattolico, l’organizzazione del Family Day previsto per sabato prossimo al Circo Massimo proprio a cavallo tra la discussione e il voto del testo sulle unioni civili. La politica si divide tra chi partecipa o meno con eccezioni tra i rappresentanti centristi del governo, Alfano e Lorenzin, che pur appoggiando l’evento non parteciperanno proprio perché rappresentanti dell’esecutivo (“sono ministro di tutti gli italiani”, ha commentato la responsabile del dicastero della Salute, intervistata dalla Stampa). A mantenere la sua posizione contro il ddl, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni il quale, dopo la presa di posizione a favore del Familiy Day (anche attraverso la discussa scelta di illuminare il Pirellone di Milano), attacca Ncd dalla trasmissione La telefonata di Maurizio Belpietro: “Se passa il ddl Cirinnà, la vedo dura per il suo partito rimanere in una maggioranza di governo che approva una legge che stravolge certi principi. Alfano dovrà scegliere fra la coerenza a certe idee e la comoda poltrona di ministro”.

E non accennano a diminuire nemmeno le critiche nei confronti della presidente della Camera Laura Boldrini che ieri è intervenuta in appoggio al testo sulle unioni civili e in particolare sulla stepchild adoption. In testa, il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta: “La presidente della Camera, Laura Boldrini, non dovrebbe entrare a gamba tesa nei dibattiti parlamentari. Le ricordo che è la presidente di tutta la Camera dei deputati, non di una parte”. E poi aggiunge. “Se ne stia zitta, faccia la speaker, la portavoce”.

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