Unioni civili, ultimatum del Pd: “Tre giorni, poi si va in aula”

Diritti
Pier Ferdinando Casini (s) e Luigi Zanda alla Camera con il Parlamento riunito in seduta comune per l'elezione di due giudici della Corte Costituzionale e di un membro del Csm, Roma 16 ottobre 2014. ANSA/GIUSEPPE LAMI

L’assenza di una relazione tecnica rallenta il percorso. Zanda si rivolge ai centristi: “Ma nessuno faccia ostruzionismo”

“Non potremo aspettare oltre 48 ore, massimo tre giorni per la relazione tecnica”. Il capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda non è disposto ad accettare una tattica dilatoria sul disegno di legge sulle unioni civili. “La commissione deve accelerare il più possibile i suoi lavori per mandare il ddl in aula già alla fine della prossima settimana – ha spiegato ancora Zanda – abbiamo inoltre chiesto agli altri capigruppo che sul tema delle unioni civili non ci sia alcuna attività ostruzionistica. Che non ci sia ostruzionismo su questo è un fatto necessario per la dignità del Parlamento”.

L’attenzione è ovviamente puntata sui centristi Area popolare, gruppo dal quale proviene la maggior parte degli emendamenti presentati (soprattutto a firma di Carlo Giovanardi). Proprio il capogruppo di Ap, Renato Schifani, oggi ha chiesto che la calendarizzazione in aula a palazzo Madama venga rinviata alla prossima settimana. Richiesta accolta, perché per completare l’esame della proposta manca ancora la relazione tecnica del ministero dell’Economia sui costi legati alla reversibilità delle pensioni e agli assegni familiari. Da qui il pressing rivolto dal Pd a via Venti Settembre, perché il documenti arrivi presto, così da non costituire più un alibi per chi vuole rallentare il percorso verso l’approvazione.

Sulla stessa linea anche la prima firmataria del disegno di legge, Monica Cirinnà, che si appella alla “grande forza dell’unità del Partito democratico” per far arrivare in aula il provvedimento prima possibile.

La conferenza dei capigruppo ha invece impresso un’accelerazione alla riforma della Rai, che domani sarà incardinata nell’aula di palazzo Madama con l’obiettivo di approvarla la prossima settimana, per arrivare al sì definitivo anche alla Camera prima della pausa estiva. Il primo scoglio da superare sarà il voto sulla pregiudiziale di costituzionalità presentato dalle opposizioni: una scelta che prefigura il riaprirsi di uno scontro su questo tema tra il Pd e Forza Italia.

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