Unioni civili, si vota il canguro. Ecco tutte le incognite

Unioni civili
I senatori Luigi Zanda e Monica Cirinna' in aula del Senato durante la discussione sulle unioni civili, Roma, 2 febbraio 2016.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Nel Pd ancora nessun accordo, ma i contatti proseguiranno ancora fino all’inizio delle votazioni per cercare di trovare una posizione comune

Il Pd non ha ancora trovato un accordo sulle unioni civili, a poche ore dall’inizio del voto, oggi pomeriggio al Senato. La riunione di ieri cui hanno partecipato senatori dem di tutte le componenti, oltre al ministro Maria Elena Boschi, si è conclusa senza una intesa. Stamani potrebbe esserci un nuovo incontro. Il nodo rimane quello delle adozioni per le coppie gay: i cattodem vogliono sostituire l’adozione del figlio del partner con un affido rinforzato, il resto del gruppo vuole mantenerla.

La strategia dem rimane quella di presentare un emendamento “canguro” per saltare i 5.000 emendamenti ostruzionistici della Lega, ma anche su questo non c’è unanimità nel gruppo. La Lega, infatti, ieri in serata ha annunciato che è pronta a ritirare i 4.500 emendamenti al ddl Cirinnà, così da lasciarne per l’Aula solo 500. A dirlo il capogruppo al Senato, Gian Marco Centinaio che avverte: “Sia chiaro sui 500 emendamenti rimanenti il Pd non può fare una valutazione di merito e chiederci di eliminare quegli 86 che considera dei ‘mini canguri’ e che invece sono degli emendamenti soppressivi. Il Pd non ha capito una cosa per noi chiara: la legge Cirinnà noi la vogliamo affossare”.

Insomma, la partita è ancora tutta aperta e con grandi incognite. La Lega potrebbe tentare il colpaccio per evitare che il Pd metta in votazione l’emendamento Marcucci. La soluzione dello spacchettamento dell’emendamento Marcucci è considerata una strada impervia da parte dei cattolici dem, in quanto dovrebbe essere approvata dal presidente del Senato Grasso e poi sottoposta all’esame dall’Aula, meglio quindi una riformulazione del canguro che non tagli, tra l’altro, anche gli emendamenti sull’affido rafforzato.

Ora si dovrà decidere se procedere con una votazione unica (a scrutinio segreto) che comprende anche il tema dellatepchild adoption, oppure procedere a votazioni separate. Quelle relative alle unioni civili e matrimonio, da votare a scrutinio palese, in quanto lo stesso Grasso ha già sentenziato essere inerenti non al tema famiglia, ma a quello dei diritti inviolabili dell’uomo (art.2 Costituzione) e quello sulla stepchild adoption, l’art.5 del ddl Cirinnà a voto segreto (legato all’art.29 della Carta).

Oggi pomeriggio il voto sull’emendamento Marcucci dovrebbe essere palese – sarà la seconda carica dello Stato a deciderlo – e si capirà subito quali saranno i numeri in campo.

L’insidia più pericolosa potrebbe essere rappresentata dalla bocciatura della parte sulle adozioni: a quel punto il canguro non sortirebbe gli effetti benefici di neutralizzare la miriade di emendamenti presentati, soprattutto dalla Lega ma anche da FI e Ap, all’articolo 5, rendendo concreto il rischio di una votazione dagli esiti imprevedibili.

 

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