Unioni civili, avanti con la stepchild adoption. Troppi dubbi sull’affido rafforzato

Diritti
Un momento della festa in Campidoglio per il Celebration Day nel corso dellaz qualei si iscrivono collettivamente nel registro delle unioni civili coppie di omosessuali e eterosessuali. In sala della Protomoteca, davanti ai consiglieri celebranti, uomini e donne si sono baciati, scambiati gli anelli e hanno pronunciato i loro "sì". Nella sala ad assistere alla cerimonia ci sono parenti e amici dei protagonisti della giornata, anziani e bambini, che applaudono emozionati, Roma, 21 Maggio 2015.ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

Sulla mediazione proposta da una parte dei cattolici dem pesano rilievi di incostituzionalità e scarsi consensi. Sarà un’assemblea dei senatori (e non la Direzione) a sancire la proposta comune

Non sarà l’affido rafforzato il punto di mediazione possibile per portare in porto la legge sulle unioni civili. È la conclusione alla quale sono giunti stamattina Matteo Renzi, il ministro Maria Elena Boschi e i due capigruppo Ettore Rosato e Luigi Zanda. L’appuntamento, dedicato solitamente a fare il punto sui lavori parlamentari, si è concentrato oggi esclusivamente sul ddl Cirinnà, al centro del dibattito politico – soprattutto tra i dem – durante la pausa di fine anno.

L’emendamento al quale stavano lavorando alcuni senatori del Pd, guidati da Stefano Lepri e Rosa Maria Di Giorgi, non sarà quindi condiviso da tutto il gruppo, essenzialmente per due motivi: innanzitutto, per i dubbi di costituzionalità che sono emersi nel corso dei colloqui con alcuni esperti; quindi, anche per ragioni politiche, dato che il no del Ncd anche su questa possibile mediazione la rendeva molto fragile alla prova dei numeri. Da palazzo Chigi, quindi, non è arrivata una preclusione pregiudiziale: anche se il premier resta convinto che quella della stepchild adoption sia la strada maestra, vuole che sia il parlamento a decidere in piena libertà.

La prossima settimana, quando il confronto si sposterà dai giornali agli incontri faccia a faccia con la ripresa dei lavori parlamentari, i lavori per trovare un punto d’incontro entreranno finalmente nel vivo. Nel merito, la soluzione potrebbe essere quella di delimitare con maggiore precisione la casistica nella quale la stepchild adoption può essere praticata, rimandando comunque alla decisione del giudice caso per caso, prevista anche dalla legge sulle adozioni.

Il fascicolo è in mano a Boschi, che lavorerà di sponda con il presidente dei senatori Zanda e con il suo vicecapogruppo vicario Claudio Martini, senza trascurare la triangolazione con la Camera, dato che – nonostante i numeri a Montecitorio offrano una certezza maggiore – Renzi non vuole comunque avere ulteriori problemi in vista del voto dei deputati, che a quel punto dovranno confermare il testo uscito da palazzo Madama. Già giovedì prossimo, o al più tardi martedì 19, potrebbe svolgersi un’assemblea del gruppo del Pd al Senato per fissare nel merito il punto di mediazione, garantendo comunque libertà di coscienza sui punti più controversi della legge.

In ogni caso, non sarà la Direzione a occuparsi del tema. Renzi vuole mantenere il confronto a livello parlamentare, anche perché se l’organo del partito dovrà occuparsi di amministrative, discutere nella stessa occasione anche di un tema divisivo come le unioni civili finirebbe per danneggiare l’immagine di unità, necessaria ad affrontare la campagna elettorale nei comuni. Meglio, allora, mantenere separati i due piani.

Chi al contrario sta politicizzando molto questo passaggio è il Nuovo centrodestra. Angelino Alfano non perde occasione per ripetere che le unioni civili non fanno parte del programma di governo, che è anche un modo per dire che la vita dell’esecutivo non è legata all’approvazione di questa legge. Insomma, Renzi non cadrà se farà passare il ddl Cirinnà con i voti delle opposizioni (Sel, M5S e parte di FI dovrebbero essere della partita). Ma incassare una ‘sconfitta’ può essere per i centristi anche un modo per alzare il prezzo in altri passaggi delicati, a partire dal rimpasto di governo.

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