Unioni civili, nessun accordo nel Pd

Unioni civili
Il ministro per i rapporti col Parlamento Maria Elena Boschi (S) con Monica Cirinnà al Senato, durante le dichiarazioni di voto sulle comunicazioni del premier Matteo Renzi, in merito al prossimo consiglio europeo del 15 e 16 p.v., Roma, 14 ottobre 2015. ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI

La riunione di oggi non è servita a trovare una posizione comune all’interno del Partito democratico, Zanda: “Non è stato ancora trovato un accordo all’interno del Pd”

Non è stato ancora trovato un accordo all’interno del Pd” lo ha riferito il capogruppo Pd in Senato, Luigi Zanda, al termine di una riunione durata tre ore e mezza a cui erano presenti tutte le componenti e il ministro Maria Elena Boschi. Un nuovo incontro è previsto domani mattina prima dell’Aula. “Serve grandissima attenzione e prudenza, si tratta di lavorare per una posizione unitaria nel Pd ma anche di mantenere un rapporto solido con l’aula, cioè con gli altri gruppi, per una maggioranza che sia il più ampia possibile”. Dunque le oltre 3 ore di riunione non sono bastate a trovare un punto di sintesi tra le sensibilità presenti dentro il partito.

“Dopo la lunga riunione di oggi constatiamo che permangono posizioni diverse su alcuni punti già noti. Tuttavia continueremo a lavorare per la massima convergenza del Pd e di tutte le forze politiche per l’approvazione del disegno di legge Cirinnà nell’impianto esistente”. E’ il commento di Micaela Campana, responsabile dei diritti nella segreteria Pd.

I contatti proseguiranno ancora fino all’inizio delle votazioni per cercare di trovare una posizione comune. La prima votazione sarà quella dell’oramai celeberrimo super-canguro, l’emendamento Marcucci capace di fare strage delle migliaia di emendamenti (oltre 6.000) presentati al ddl Cirinnà in primis dalla Lega Nord (circa 5.000): “Se si vota il Marcucci? E’ in calendario, non vedo come non si potrà non votare”, così ha risposto Zanda a chi gli chiedeva se si procederà come da calendario. Adesso si dovrà decidere se procedere con una votazione unica (a scrutinio segreto) che comprende anche il tema dellatepchild adoption, oppure procedere a votazioni separate. Quelle relative alle unioni civili e matrimonio, da votare a scrutinio palese, in quanto lo stesso Grasso ha già sentenziato essere inerenti non al tema famiglia, ma a quello dei diritti inviolabili dell’uomo (art.2 Costituzione) e quello sulla stepchild adoption, l’art.5 del ddl Cirinnà a voto segreto (legato all’art.29 della Carta).

La conseguenza più rilevante dello spacchettamento consiste nel fatto che la stepchild adoption potrebbe essere bocciata, e in tal caso lo stralcio sarebbe conseguenza inevitabile. Ma con lo spacchettamento l’inammissibilità e quindi la cancellazione degli emendamenti cattodem non sarebbe più certa, anche con un altro esito sull’art.5, a differenza di quanto accadrebbe nel caso del voto unico sul Marcucci, lasciando aperta la porta a molti voti insidiosi sul provvedimento.

 

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