Il M5S non tiene e già ci prova: “Se la legge non passa è colpa del Pd”

Unioni civili
Senatori M5S escono (con scheda in mano) dall'aula del Senato dprima del voto finale al decreto sulle riforme costituzionali, Roma 13 Ottobre 2015, ANSA/GIUSEPPE LAMI

Ufficialmente solo due o tre senatori cinquestelle diranno no alla stepchild adoption. Ma già anche sull’intera legge si allungano le ombre dei dissenzienti

Si è conclusa rapidamente l’assemblea dei senatori del Movimento Cinquestelle convocata in tarda mattinata per fare il punto sul ddl Cirinnà, dopo il passo indietro comunicato su blog, poi parzialmente corretto: i parlamentari grillini avranno libertà di coscienza sugli emendamenti che riguardano la stepchild adoption mentre la posizione ufficiale rimane quella del Sì alla legge.

Nel corso della riunione sono stati due i senatori che si sono espressi contro l’adozione del figliastro da parte dell’altro partner della coppia: Sergio Puglia e Ornella Bertorotta. I calcoli effettuati dietro le quinte, indicano che complessivamente dovrebbero esserci invece tre contrari e quattro assenti. Paglia, in particolare, ha spiegato ai giornalisti che se l’emendamento 5 non sarà stralciato o modificato, voterà No anche all’intero impianto della legge. Cioè disobbedirà agli ordini imposti dall’alto?

Il post riportato sul blog di Grillo, infatti, ricorda la consultazione che si è tenuta sullo stesso blog, che ha visto i militanti esprimersi a favore delle unioni civili e ricorda: “L’indicazione di voto uscita da quella consultazione è stata già espressa dai portavoce M5S nelle votazioni che si sono svolte in commissione al Senato e ugualmente sarà rispettata nelle votazioni sulle unioni civili che a partire da questa settimana si svolgeranno in aula“. Nessuna libertà di coscienza, quindi, bensì una chiara indicazione di voto.

Insomma, sembrerebbe che in casa cinquestelle si fatichi a trovare una indicazione chiara che possa essere rispettata da tutti. E le conseguenze di ciò potrebbero essere fatali per il ddl Cirinnà, il cui destino è legato a un delicato equilibrio numerico. Un timore già ben radicato in casa dem, dove aleggia ormai da settimane il timore che i grillini possano affossare la legge (o alcune sue parti, approfittando dei voti segreti) per poi far ricadere le responsabilità sul Pd.

E una prima traccia esplicita di ciò si è avuta su Twitter.

Nunzia Catalfo è la capogruppo provvisoria del M5S al Senato e mentre ribadisce che il suo gruppo “rimane compatto, sulle adozioni saranno due-tre i contrari”, dall’altro ha già pronto il capro espiatorio nel caso in cui le cose per il ddl Cirinnà dovessero andare male.

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