Unioni civili in aula, il Pd non si ferma

Diritti
Un momento della festa in Campidoglio per il Celebration Day nel corso dellaz qualei si iscrivono collettivamente nel registro delle unioni civili coppie di omosessuali e eterosessuali. In sala della Protomoteca, davanti ai consiglieri celebranti, uomini e donne si sono baciati, scambiati gli anelli e hanno pronunciato i loro "sì". Nella sala ad assistere alla cerimonia ci sono parenti e amici dei protagonisti della giornata, anziani e bambini, che applaudono emozionati, Roma, 21 Maggio 2015.ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

Stamattina previsto l’incardinamento in aula a Palazzo Madama del ddl unioni civili

È iniziato oggi l’esame del ddl sulle unioni civili, che approda nell’Aula del Senato senza relatore. A riferire sull’andamento dei lavori è stato il presidente della commissione Giustizia, Nitto Francesco Palma. Il ddl oggi è stato soltanto incardinato, come deciso dalla capigruppo di Palazzo Madama. In pratica è prevista la relazione sui lavori, mentre per le votazioni sarà necessario attendere la fine della sessione di bilancio sulla legge di stabilità.

Insomma il Pd va avanti anche su questo fronte, come confermato dalle parole del capogruppo Pd, Luigi Zanda, al termine della conferenza dei capigruppo che ha stabilito il calendario dei lavori dell’aula: “Anche le riforme sui diritti procedono”, ha detto con evidente soddisfazione .

Una decisione assunta grazie ad una maggioranza diversa da quella che sostiene l’esecutivo: favorevoli, insieme al Pd, Sel e M5s, nettamente contrari Ncd, Fi, Cr, Ln che invano anche nel corso del dibattito in aula per il voto sul calendario hanno chiesto il rinvio dell’esame a fine anno (Ncd, Cr), magari anche con un ritorno in commissione (Sacconi, Ncd), ma anche la cancellazione tout court dal calendario (Gasparri, Fi).

Insomma sulle unioni civili si è formato un nuovo asse tra Pd, Movimento 5 stelle, Sel e il gruppo Ala dei verdiniani, con il supporto delle Autononie. “Noi verdiniani voteremo le unioni civili, limitatamente alle convivenze, senza adozioni”, ha detto Vincenzo D’Anna, senatore di Ala. Una maggioranza “variabile”, contesta Ap (Ncd-Udc). “La richiesta del Pd di una calendarizzazione immediata del ddl sulle unioni civili è una richiesta politica sì, ma di immagine e non di contenuti”, ha commentato Renato Schifani, presidente dei senatori di Area popolare. Oltretutto, ha dichiarato Schifani, la “discussione verrà immediatamente dopo sospesa perché si entra in sessione di bilancio, e sappiamo bene che per almeno un mese il Senato non potrà occuparsi di questi argomenti”.

Comunque, alla fine, la scommessa del Pd appare vinta e si confermano le divisioni all’interno della maggioranza, lasciando la fase del dibattito e l’esame a tempi successivi. Tempi ancora non ben definiti e che nei timori di molti potrebbero essere anche molto lunghi e portare fino al 2016.

Punto di partenza sarà il testo Cirinnà-bis, quello incardinato in commissione Giustizia del Senato, tra mille polemiche. Si tratta di una rivisitazione del testo base all’esame della commissione, con qualche modifica alla luce della discussione fatta. Ma l’impianto resta quello del Pd, con il riconoscimento dei diritti anche alle coppie dello stesso sesso e soprattutto con la stepchild adoption, l’adozione per le coppie omosessuali del figlio di un genitore da parte dell’altro.

Su temi come la stepchild adoption “non si può dire o così o pomi: non ci sarà una posizione del governo su alcuni punti che vengono lasciati alla libertà di coscienza”, aveva spiegato Matteo Renzi ieri mattina a Rtl 102.5 assicurando che, “sul 95% della legge c’è “l’accordo di tutti” e auspicando, per le prossime settimane, un dibattito “senza toni di furore ideologico ma cercando di trovare un punto di sintesi”.

 

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