Unioni civili: niente lungaggini, il Pd va avanti sul testo Cirinnà

Diritti
Luigi Zanda a Roma  in una foto del 28 marzo 2013.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Assemblea dei senatori Pd, Zanda: “Sì alla libertà di coscienza ma serve responsabilità”

Sulle unioni civili il Pd andrà avanti perché l’Italia registra “un grande ritardo nazionale di cui dobbiamo farci carico. Noi siamo in Parlamento e questa volta non si può rinviare”. E’ il monito del capogruppo pd in Senato Luigi Zanda che sintetizza la linea del Pd dopo la riunione del gruppo dei senatori che si è svolta oggi invitando tutto il partito a Palazzo Madama a stare “molto attento” perché “l’esito dell’aula è imprevedibile”.

Al momento il ddl sarà presentato senza relatore. L’obiettivo del gruppo a Palazzo Madama è quello di non rinviare più e arrivare finalmente in aula, trovando una linea condivisa da tutti o almeno dalla maggioranza del partito. Poi ognuno si esprimerà con voto segreto e libertà di coscienza, anche se il richiamo del capogruppo alla “prudenza” è ulteriormente ribadito.

Serve “responsabilità” ha avvisato Zanda: “Chi usa imprudenza contribuisce a una gestione aula di cui non possiamo prevedere l’esito. La presidenza cercherà di dare organizzazione al gruppo e cercherà di tenere la disciplina”.

Gli emendamenti al ddl, che verranno presentati dai singoli senatori e non dal gruppo né dal governo – che non interverrà nel dibattito parlamentare – verranno tutti esaminati, ma, assicura Zanda, “non verrà stravolto il testo nel suo complesso”. “Il numero degli emendamenti è importante – aggiunge Zanda -. Dovrebbero essere: essenziali, pochi e meditati“.

Ulteriori dettagli verranno approfonditi martedì 26 gennaio, durante la prossima assemblea del gruppo del Pd in Senato che si potrebbe concludere con un voto. All’interno del partito resta il nodo della stepchild adoption – previsto dall’articolo 5 del ddl Cirinnà – sulla quale alcuni senatori Pd hanno proposto un emendamento per sostituirla con l’affido rafforzato, mentre nessun senatore ha sollevato questioni di incostituzionalità sugli articoli 2 e 3 del testo su cui circolavano voci, non confermate, di perplessità espresse dal Colle al governo. Sulla questione adozioni il confronto all’interno del partito quindi resta aperto, ma dal Pd assicurano che si vuole arrivare a una mediazione. “Cerchiamo delle soluzioni convergenti – afferma il senatore dem Stefano Lepri – L’assemblea in ogni modo è stata partecipata e molto rispettosa. Abbiamo avuto modo di chiarirci anche sui dubbi. Le varie posizioni e sfumature sono state rappresentate” in “un clima civile, come sempre”.

“Stiamo lavorando e nell’assemblea di oggi sono stati fatti diversi sforzi da parte di tutti – dichiara il senatore Franco Mirabelli -. Se dovessimo dare un titolo alla riunione la chiamerei ‘Lavori in corso’ perché mi pare ci sia una volontà comune, di tutti i senatori, di trovare una soluzione che unisca tutto il Partito democratico, affrontando i problemi, non stralciandoli. Da qui a martedì lavoriamo a soluzioni che possano allargare la maggioranza ad altri parlamentari. Non so se ci sarà un voto, comunque ci sarà una posizione del gruppo” al termine della prossima riunione. In ogni caso, aggiunge Mirabelli, “all’interno del testo si possono trovare aggiustamenti che aiutino a trovare un accordo nel partito”, ma comunque “non accordi al ribasso”.

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