Unioni civili, così il centrodestra prova a tagliare i diritti

Diritti
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Ma Monica Cirinnà assicura: “Sul testo il Pd è unito e compatto”. A favore anche gli M5S

La battaglia sui diritti delle coppie omosessuali oltre che sui contenuti, si gioca anche sulla calendarizzazione in Senato. L’autrice del testo, Monica Cirinnà, punta a far arrivare il ddl in aula il 14 ottobre confermando che il Partito democratico sarà unito e compatto nel voto. A favore dell’arrivo del testo in aula in tempi brevi anche il Movimento Cinquestelle.

A dare battaglia è il centrodestra dai centristi di Alfano a Forza Italia che si oppongono in particolar modo alle adozioni che, dichiarano, aprono la strada alla pratica dell’utero in affitto. Eventualità categoricamente già smentita più volte da Cirinnà che ricorda che la pratica della “gestazione per altri è vietata in Italia dalla legge 40”, punita con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600 mila euro a 1 milione di euro”.

Nel frattempo il centrodestra presenta in commissione giustizia un altro testo, “Disciplina delle unioni registrate”, a firma di Lucio Malan (FI) e Cinzia Bonfrisco (Cr) che separa nettamente le convivenze dall’istituto del matrimonio e che non prevede alcun tipo di adozione o conseguenza giuridica sui eventuali figli all’interno della coppia. E lunedì in commissione si terrà la relazione sui testi presentati dal Pd e da Forza Italia.

Per quanto riguarda i tempi, Area popolare punta a far slittare il più possibile l’arrivo in aula del ddl: Carlo Giovanardi si appella al regolamento del Senato e assicura che “ci vogliono almeno due mesi prima di poter portare il nuovo testo Cirinnà in aula” e non il 14 ottobre. “Abbiamo dimostrato che l’ostruzionismo non ci ha fermato e sul testo il Pd è compatto” osserva Cirinnà che ricorda come anche due anni fa la discussione generale sulle unioni civili sia stata incardinata il 23 ottobre: sarà un eventuale accordo nella capigruppo a far arrivare il testo in aula prima della legge di stabilità.

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