Unioni civili, è scontro sulle adozioni: numeri in bilico in Senato

Diritti
Monica Cirinna' con il ministro Maria Elena Boschi nell'aula del Senato, Roma, 17 settembre 2015. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Il voto a Palazzo Madama slitta al 28 gennaio, mentre un gruppo di deputati presenta un manifesto contro la stepchild adoption

Sempre più distanti le posizioni all’interno del Pd in vista dell’arrivo nell’aula del Senato del testo sulle unioni civili. L’approdo a Palazzo Madama è stato rimandato dal 26 al 28 gennaio, mentre la tensione aumenta soprattutto attorno al tema della tanto discussa stepchild adoption.

La linea del partito e di Renzi è quella di andare in aula senza modificare ulteriormente il testo e soprattutto senza lo stralcio della stepchild adoption, lasciando libertà di coscienza sul voto. Un gruppo di deputati e senatori del Pd, però, continua a chiedere lo stralcio delle adozioni, proponendo di sostituirle con l’affido rafforzato.

Oltre alla proposta di emendamento sulle adozioni da parte di un gruppo di senatori dem, ora la questione è stata messa nero su bianco anche da una trentina di deputati che hanno presentato un testo per sostenere la posizione dei colleghi in Senato e modificare i punti fondamentali del ddl Cirinnà per evitare equiparazioni al matrimonio e adozioni.

E ora in Senato si pone la questioni numeri, con i centristi da sempre compatti contro l’approvazione del testo sulle unioni civili e in particolare sulla stepchild adoption e con il gruppo di Forza Italia che ieri, dopo la riunione con Silvio Berlusconi, ha scelto la linea del no al ddl Cirinnà, anche se l’ex premier avrebbe riconosciuto ai suoi la libertà di coscienza. Il voto segreto potrebbe portare qualche laico di FI a votare a favore, ma non si esclude neppure il voto contrario del M5S che ha espresso perplessità sul testo e che potrebbe così mettere in difficoltà maggioranza e governo. La situazione, quindi, diventa sempre più difficile e due giorni in più potrebbero non essere sufficienti per trovare un accordo sulle unioni civili all’interno di Palazzo Madama.

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