Unioni civili e ius soli, ecco “l’anno dei valori” annunciato dal premier

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Le due proposte di legge arriveranno finalmente in Senato a gennaio

Ha affrontato diversi argomenti, ma su due punti in particolare il premier Matteo Renzi ha espresso con chiarezza la propria posizione senza possibilità di ulteriori discussioni, senza lasciare spazio a modifiche o dietrofront. Le proposte di legge sulle unioni civili, sulla cittadinanza sono i due temi che più di tanti altri hanno scatenato le polemiche del centrodestra in Parlamento e su questo tema Renzi sa che, se i testi riuscissero ad essere approvati e diventare leggi, farebbero la differenza per il suo governo e per il suo partito. “Se il 2015 è stato l’anno delle riforme, il 2016 sarà l’anno dei valori” ha detto il premier, come a voler assciurare il massimo impegno del governo su quel tema dei diritti civili sul quale l’Italia certo finora non ha brillato.

E’ di pochi giorni fa la notizia dell’approvazione definitiva in Grecia della legge sulle unioni civili. E dunque ora l’Italia è rimasta sola, unico Paese tra quelli dell’Europa occidentale a non avere legiferato sulla questione. Il 2015 si chiude così senza una legge per il riconoscimento delle coppie omosessuali, un motivo di rammarico per il presidente del Consiglio che avrebbe voluto portarla a casa quest’anno.

“Io sono per la civil partnership, è un fatto di giustizia, equità e dignità. Purtroppo non siamo riusciti ad approvare le unioni civili nel 2015. E’ un tema che divide, io dico che dobbiamo portarlo a casa e che il 2016 non può essere che l’anno chiave” ha detto il premier ricordando che il testo arriverà nell’aula di Palazzo Madama il prossimo 26 gennaio. “Da segretario del Pd farò di tutto perché il dibattito in Senato sia il più franco e aperto possibile” ha detto Renzi spiegando che sul testo non porrà la fiducia, lasciando “a tutti libertà di esprimersi”. Dialogo sì, ma mantenendo la credibilità del partito e dello stesso esecutivo. E quindi non saranno previste modifiche sostanziali al ddl Cirinnà.

E quando parla di modifiche, Renzi intende lo stralcio della stepchild adoption. I centristi in particolare promettono battaglia contro la possibilità, prevista nel testo di legge, di adozione del figlio del partner all’interno di una coppia omosessuale, possibilità che per loro potrebbe significare anche l’apertura a pratiche come l’utero in affitto da parte delle coppie gay (pratica attualmente illegale in Italia secondo la legge 40). E’ di oggi l’intervista di Maurizio Sacconi, senatore di Ap, al Quotidiano Nazionale che si dice pronto “a raccogliere le firme contro la legge Cirinnà” e “a manifestare in un nuovo Family day in difesa dei valori della famiglia tradizionale”. Renzi sa bene di non avere l’appoggio del centrodestra e di dover fare i conti con i mal di pancia dei settori cattolici dello stesso Pd, ma ha anche la ragionevole certezza di poter raccogliere i consensi di Sel e del Movimento 5 stelle su un testo non “al ribasso”.

Non ci sarà lo stralcio della stepchild adoption – ha ribadito il premier -che nasce da una proposta della Leopolda 2012. Io non mi tiro indietro, la discussione deve essere rapida e deve avere tempi di realizzazione stretti”.

Anche sul ddl sulla cittadinanza si preannuncia una battaglia dura a Palazzo Madama dove arriverà il prossimo 12 gennaio, ma il premier assicura di mettere “la stessa energia che ho messo sulle riforme costituzionali, sulla legge elettorale, sulla buona scuola e sulla riforma della pubblica amministrazione” anche sulla questione dei diritti”, tra cui anche il riconoscimento dello ius soli per i figli degli stranieri che nascono in Italia. 

“Il 2016 non sarà solo l’anno delle unioni civili ma anche dello ius soli temperato, del servizio civile per tutti, della legge sul terzo settore. Queste non sono cose di sinistra, sono cose di buon senso” ha ancora detto Renzi

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