Unioni civili, buona la prima. Scontro sulla libertà di coscienza

Unioni civili
La senatrice Monica Cirinnà durante il sit in per il ddl Cirinnà in piazza del Pantheon a Roma, 23 gennaio 2015. ANSA/CLAUDIO PERI

Fallito il tentativo di far ritirare le proposte di modifica targate Lega

Il Ddl Cirinnà alla prova dell’Aula supera il primo scoglio, quello piazzato da Gaetano Quagliariello e Roberto Calderoli, con le firme di una settantina di senatori, con la richiesta di non procedere agli esami degli articoli della legge. Ossia rimandare tutto alle calende greche. Presenti 297, favorevoli 101, contrari 195: l’Aula respinge con uno scarto di 94 voti. Compatto il voto del M5s che vota contro (3 gli assenti tra cui una senatrice in maternità), un astenuto in Gal; 2 contrari anche in ApNcd in dissonanza dal loro gruppo. In Fi vota a favore della richiesta soltanto Anna Maria Bernini, 5 non partecipano al voto, come 3 del Pd e di Ap. Vale la pena soffermarsi qualche istante su questo voto il cui esito sembrava scontato ma in politica i segnali arrivano in molti modi. I non voti e le assenze – soprattutto nell’alleato di governo – sono un segnale che nei corridoi del Senato vengono notati con soddisfazione

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