Unioni civili, Senato diviso. Boldrini: “Il Paese aspetta una legge”

Diritti
Un momento della protesta durante la manifestazione contro il Ddl Cirinnà organizzato da "Sentinelle in piedi" presso piazza Lagrange a Torino, 23 gennaio 2016.
ANSA/DRNALESSANDRO DI MARCO

La presidente della Camera riaccende il dibattito sul ddl Cirinnà che arriverà in aula giovedì

All’indomani delle manifestazioni organizzate in tutta Italia in difesa dei diritti civili per le coppie omosessuali, a prendere posizione sul tema è la presidente della Camera Laura Boldrini.

“Ieri le piazze ci hanno detto quello che sapevamo. E cioè che il Paese aspetta una legge sulle unioni civili anche perché l’Italia è l’ultima in Ue a non averla ancora” ha detto Boldrini a margine di un incontro con i cittadini in occasione di Montecitorio porte aperte, sottolineando come ci sia “ancora più responsabilità sui parlamentari per riuscire a fare un percorso che porti ad una legge che non deluda le aspettative”.

“Io penso che nel momento in cui il partner muore e il figlio rimane solo, il partner abbia il dovere di occuparsi di questo figlio. Allora – ha aggiunto la presidente della Camera in un video di Corriere.it – mi sembra quasi naturale che questo dovere si traduca anche in un diritto perché sarebbe grave il contrario se il partner si disinteressasse di questo figlio e lo lasciasse al suo destino. Allora se è’ un dovere morale perché non deve essere anche un diritto?”.

Non si sono fatte attendere le risposte. “Chi si meraviglia della faziosità della Boldrini in materia di unioni civili forse viveva di illusioni. Perché cosa ci si può aspettare da chi ha già tante volte dimostrato spirito di parte più che animo da garante super partes? Attendiamo alla prova però soprattutto Grasso”, ha dichiarato il senatore di Forza Italia.

Mancano ormai pochi giorni all’arrivo nell’aula del Senato del ddl Cirinnà. Il testo arriva in aula il 28 gennaio, ma non si inizierà a votare prima della settimana successiva: ci sono quindi ancora diversi giorni per cercare una mediazione nel Pd, ma la proposta sulle unioni civili sta dividendo il Parlamento soprattutto sulla questione della stepchild adoption e diventa sempre più difficile la situazione con un voto tutt’altro che scontato e la presentazione – soprattutto da parte della Lega – di migliaia di emendamenti al testo.

Il Pd infatti ribadisce di lasciare piena libertà di coscienza ai suoi senatori, mentre i centristi di Ncd, la Lega e Fratelli d’Italia si schierano compatti contro il ddl Cirinnà e in particolare contro l’articolo 5 che prevede l’adozione del figlio biologico del partner. Posizione ancora poco chiara quella di Forza Italia: anche i senatori azzurri potranno votare secondo coscienza, ma molti nel partito hanno preso le distanze dalle piazze arcobaleno. Tra questi la deputata Daniela Santanchè che ha sottolineato come il partito non osteggi le unioni civili, ma “quello che la sinistra vorrebbe imporre, cioè un far west di regole che avrà un effetto detonatore sui nostri valori. All’indomani delle manifestazioni delle piazze arcobaleno – aggiunge la parlamentare – è ancora di più necessario ribadire concetti che dovrebbero apparire naturali ma sembrano non esserlo: il matrimonio si fonda sull’unione di un uomo e una donna”.

Mentre Sel ha annunciato di voler votare a favore, il voto segreto preoccupa i democratici che temono dietrofront dell’ultimo momento soprattutto da parte del Movimento 5 Stelle che più volte ha ribadito la volontà di approvare il testo sulle unioni civili purché il testo non venga stravolto. “Nessuno stravolgimento” assicura la prima firmataria della proposta di legge, che ieri ha partecipato alla manifestazione al Pantheon, aggiungendo che il testo resta aperto esclusivamente a modifiche migliorative e non a quelle che tolgono diritti.

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