Unioni civili alla prova del Senato con la stepchild

Unioni civili
I senatori Luigi Zanda e Monica Cirinna' in aula del Senato durante la discussione sulle unioni civili, Roma, 2 febbraio 2016.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Incontro Renzi capigruppo dem, respinta la proposta di Alfano dello stralcio. L’incognita dei voti segreti e l’ipotesi delle assenze strategiche

Sulle unioni civili e la stepchild adoption avanti tutta al Senato, nessuno stralcio, nessun emendamento di mediazione ulteriore. Questo il sunto dopo il vertice di ieri mattina a Palazzo Chigi tra Matteo Renzi, la ministra Maria Elena Boschi e i capigruppo Pd di Senato e Camera, Luigi Zanda e Ettore Rosato. Ma, e questa sembra una sfumatura di non poco rilievo, c’è chi inizia a dire che se «il Senato dovesse decidere a maggioranza per uno stralcio allora non si potrebbe che prenderne atto». Frase sibillina pronunciata da chi segue la pratica da vicino e che ha fatto scattare l’allarme rosso tra chi in queste ore sta lavorando alla conta dei voti. Che vuol dire? Che forse nella maggioranza di governo ieri mattina c’è chi, come il ministro Angelino Alfano, davanti ai titoli del Tg che raccontavano di un «niet» ai centristi su qualunque ipotesi di stralcio e mediazione, ha alzato il telefono ed eplicitato la propria irritazione. Dunque, toni più sfumati, per rispetto verso l’alleato di governo, ma la sostanza con cambia

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