Unioni civili: 48 ore, poi i gay non saranno più discriminati

Unioni civili
La manifestazione per i diritti civili delle coppie omosessuali organizzata dai Sentinelli di Milano in piazza del Duomo, Milano, 21 febbraio 2016.
ANSA / MATTEO BAZZI

Passaggio finale alla Camera, il governo pone la fiducia. La voterà anche Ap

Le unioni civili approdano nell’aula della Camera alle 15.30 di ieri . La data è storica, il tono e lo stile della relatrice Micaela Campana del Pd tradiscono emozione. “Il disegno di legge che stiamo per discutere ed approvare restituisce finalmente ai nostri concittadini omosessuali un bene loro sottratto da tanto, troppo tempo: la dignità di cittadini di questo paese”. Parla di orgoglio, parola che attinge dal lessico delle battaglie per i diritti. Non dimentica che la lotta ha avuto inizio oltre trent’anni fa, che alcuni dei protagonisti non ci sono più, che altri hanno pagato con umiliazioni e profonde sofferenze nei casi di malattia o del decesso del partner. “Il loro sogno continua a vivere”. Cita i pronunciamenti della Corte costituzionale e della Corte europea dei diritti dell’Uomo. Sa che il vuoto di diritti ha richiesto infinite capacità di attesa, la praticabilità di un “non luogo” che ha lasciato le vite delle persone omosessuali in sospeso, esposte, infragilite, a rischio. Ripercorre poi l’iter della legge, fino alla fiducia posta in Senato. A partire da ieri, però, siamo alle ultime battute. Da ieri, 9 maggio, giorno dell’Europa e data che ha visto nel ’78 il ritrovamento del corpo senza vita di Aldo Moro “la cui colpa fu quella di scegliere il futuro”. Citazioni chiare. I diritti che la Camera sta per approvare cambiano la società, sostengono i giovani, sono “un primo passo”. Trasformano la fisionomia del paese non più irrigidito sulla famiglia a una dimensione, ma sulla varietà dei nuclei. Contrastano le discriminazioni.

L’attacco, con armi spuntate, è sferrato dalla Lega che gioca a costruire lo spauracchio. Nicola Molteni dice: “è un matrimonio “sotto falso nome”, la legge sfascia la famiglia, una grande mobilitazione di popolo la respingerà al mittente”. Anche Forza Italia si dice contraria con Palmieri. Laddove Paola Binetti (Udc-Ncd) afferma che se la legge dà diritti alle persone è vero che “non ha vissuto un autentico iter democratico”. Esprime dissenso anche Alessandro Pagano di Area popolare. Il riferimento è alla fiducia che verrà messa per bloccare gli emendamenti, i quali avrebbero rimandato la legge in Senato su un probabile binario morto.

I 5 stelle con Donatella Agostinelli citano gli emendamenti a loro avviso imprescindibili e si attestano a paladini di una “purezza procedurale” che è servita loro per coprire il voltafaccia fatto in Senato. In quattro ore di dibattito, che continuerà domani, si levano le voci dei favorevoli: tra questi Elda Locatelli del gruppo misto: “La legge è un avvio , non bellissimo ma è un avvio” . Per Fabrizio Cicchitto è una buona mediazione. I parlamentari di Sel con Celeste Costantino dichiarano: “Facciamo un passo ma privo della bellezza che questo passaggio storico avrebbe meritato”. Esprime perplessità Michela Marzano, Pd, che sottolinea il legame del testo con l’art.2 e 3 della Costituzione e non con l’art.29 : “La voterò. Chiedo scusa ai gay e alle lesbiche perché non sono stata capace di difendere la loro uguaglianza”. Ad apprezzare la trasformazione  in atto è Luigi Lacquaniti del Pd: “La comunità valdese, di cui faccio parte, da anni è arrivata alla celebrazione delle unioni. Sarà tempo di festeggiare in tutto il paese la grande conquista. E dal giorno successivo ci metteremo al lavoro per garantire i diritti ancora non riconosciuti”. Gennaro Migliore, a nome del governo, conclude: “Bisogna avere rispetto delle sentenze e dei valori di fondo della nostra Costituzione. E’ una legge di civiltà, una delle riforme più importanti”.

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