Un’idea: gli Italy Bond della Bellezza

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Sarebbe praticabile invece lo studio e il lancio di buoni del Tesoro speciali, multidecennali, degli Italy Bond, che raccolgano risorse e per investire in tutela dei nostri beni culturali

Cosa abbiamo meno di Mark Zuckerberg e degli altri giovani nerd che hanno fatto fortuna nei garage della Silicon Valley? Noi italiani abbiamo inventato il telefono, il pc, disegnato elicotteri, stampato il primo giornale, fondato banche e università in pieno Rinascimento. Oggi “Italy ” è ancora sinonimo di innovazione e creatività, ma ci troviamo a combattere con la sindrome da prefisso telefonico ogni qualvolta l’Istat, come in questo mese, ci dice che il Paese è cresciuto dello 0,3% nel primo trimestre e l’inflazione segna un meno 0,5% ad aprile. C’è un fattore “i”, come internet, che ha mutato tutti i paradigmi produttivi. Dietro la deflazione e il senso si smarrimento che nutrono i nostri attuali sistemi c’è infatti la sharing economy.

La digitalizzazione di molti processi industriali e commerciali sta trasformando, anzi ha trasformato, la nostra società, influenzando le stesse aspettative economiche. Un click permette di bypassare gli esercizi tradizionali, mettendo in un angolo intere filiere industriali. Air bnb vale 26 miliardi di dollari, ha raccolto fondi per 2,3 e occupa circa 500 dipendenti. Snapchat è quotata dagli analisti 26 miliardi, ne ha raccolti 1,2 e dà lavoro fisso a 400 individui. Uber, con i suoi 68 miliardi, ha superato nei giorni scorsi come valore Ford e General Motors, trovato risorse per 6 miliardi di dollari, contando su poche centinaia di salariati diretti. Possiamo pensare che tutto ciò non impatti sulla domanda, sui prezzi e sulla stessa produzione anche in Europa? Evidentemente no.

L’introduzione delle tecnologie digitali hanno già modificato le dinamiche industriali, soprattutto nella meccanica e nei servizi. Mentre gli imprenditori faticano a tenere il passo della digi-rivoluzione, noi tutti ci avvantaggiamo di queste facilità di condividere una casa, un’automobile, un servizio alla persona, ma non si può negare che questi giganti del web creino poco lavoro e pochi investimenti. E come se segassimo il ramo dove stiamo seduti. C’è un evidente impatto sul reddito disponibile e dunque, in ultima analisi, anche sull’andamento dell’inflazione che viene spinta dai consumi interni. La quarta rivoluzione industriale del web frena l’aumento dei prezzi, molto più della crisi dei Brics o del calo dei prodotti energetici, in un contesto in cui tassi e rendimenti dei titoli di stato volgono allo zero. Là dove non cresce l’erba dell’economia tradizionale prende piede la digitalizzazione e la spersonalizzazione dei rapporti commerciali.

Che fare dunque? Ecco che qui entra in gioco la creatività italiana. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha annunciato il varo di strumenti finanziari che incentivino la capitalizzazione delle nostre Pmi. Giusto. Lancio un’idea. Occorre far incrociare gli oltre 3.800 miliardi di euro di ricchezza finanziaria delle famiglie italiane, in libera uscita da titoli governativi e altri strumenti finanziari che rendono zero, con la Bellezza del proprio paese. Freno subito gli scettici: non si tratta di vendere il Colosseo o i soliti fari e caserme né di aumentare il debito pubblico. Sarebbe praticabile invece lo studio e il lancio di buoni del Tesoro speciali, multidecennali, degli Italy Bond, emettibili dal Tesoro ma anche da Comuni e Regioni, che raccolgano risorse dagli italiani e dai grandi fondi esteri per investire in tutela degli immensi beni culturali italiani (il 90% delle opere d’arte in Italia è conservato ma non esposto), in salvaguardia del paesaggio e ricapitalizzazione delle tante aziende famigliari leader di settore ma fiaccate dalla globalizzazione.

Il percorso è valorizzazione, recupero, messa a rendita, offerta del bond, incasso. A monte di questo percorso deve essere fatta ovviamente una scrupolosa e puntuale due diligence dei nostri tesori. Si otterrebbero tre effetti positivi: rilanciare gli investimenti pubblici grazie alla raccolta degli Italy Bond; dare una missione al risparmio degli italiani, che potrebbe essere remunerato con tassi decenti grazie alla messa a frutto dei beni e la loro valorizzazione anche a fini turistici; ravvivare l’aspetto, la tenuta, l’attrattiva, di uno dei paesi più belli del mondo, che mostra crepe sempre più profonde come ha ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ripartirebbero crescita e prezzi, mente il patrimonio artistico e culturale del paese garantirebbe le emissioni dei nuovi titoli. Uber, Air bnb e Snapchat da sole hanno raccolto oltre 10 miliardi di dollari presso gli investitori offrendo semplicemente servizi. Noi possiamo raccogliere altrettanto valorizzando l’accesso alla Bellezza.

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