“Non solo pragmatismo. All’Europa serve una nuova visione”

Festa de l'Unità

Dibattito con il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, il sottosegretario Sandro Gozi e il vicepresidente del Parlamento europeo, David Sassoli

INVIATO A CATANIA – Per cambiare l’Europa servono risposte concrete, pragmatismo, ma allo stesso tempo c’è bisogno di ideali e di una visione comune più ampia. Lo sostengono all’unisono il ministro della Difesa Roberta Pinotti, il sottosegretario Sandro Gozi e il vicepresidente del Parlamento europeo David Sassoli alla Festa Nazionale de l’Unità.

Perché è vero che da una parte serve pragmatismo, fanno notare da Catania i tre esponenti dem nel dibattito moderato da Paolo Valentino del Corriere della sera, ma senza un forte ripensamento politico e una maggiore integrazione europea non si riusciranno a risolvere le grandi questioni del Vecchio Continente come sicurezza, crescita, immigrazione e sicurezza. E soprattutto non si potranno vincere i populismi che si stanno affacciando sempre più frequentemente.

“Nel disegno originario dell’Europa pensato da Altiero Spinelli c’erano, oltre a una visione, anche cose molto concrete – mette in risalto il ministro Pinotti –  e noi dobbiamo fare lo stesso, anche pensando alla difesa. Se i leader europei non vorranno essere sbranati dai populismi hanno bisogno di fare un salto di qualità”. Il titolare della Difesa cita il Migration compact proposto dall’Italia, il tema del ricollocamento dei migranti, ma soprattutto pone l’accento sulla messa in comune dell’intelligence sulla quale, sostiene, bisogna passare dalla cooperazione all’integrazione, soprattutto in chiave di lotta al terrorismo.

“Finora l’Europa è stata lenta su questo, ora serve un cambio di passo”, aggiunge Pinotti.

Anche per il sottosegretario Gozi visione e pragmatismo possono (anzi devono) coincidere. “In politica è sbagliato contrapporle e se l’Europa è in crisi è anche per questo” sottolinea. “Da quando infatti all’Europa vengono chiesti soltanto risultati e pragmatismo, in pratica dal 2004, non si sono più fatti passi in avanti. Ecco perché c’è bisogno anche di un grande disegno comune. E’ chiaro che servono risposte concrete, ma per acquisire un minimo di credibilità serve una proposta, un progetto nuovo di Europa”.

Una soluzione, che secondo Gozi riuscirebbe anche a ristabilire il legame tra le politiche europee e i cittadini. L’anno prossimo, il 25 marzo 2017, ricorrerà il 60° anniversario della firma dei Trattati costitutivi delle Comunità europee e proprio quello, secondo il sottosegretario, sarà un possibile luogo dal quale potrà nascere un forte cambiamento dell’assetto europeo.

D’altra parte, aggiunge il ministro Pinotti, “come può ogni singolo stato affrontare le grandi questioni del nostro tempo. E’ chiaro che serve più integrazione”.

E il vicepresidente del Parlamento europeo su questo non ha dubbi: “Gli obiettivi devono essere a lungo termine – sottolinea Sassoli – bisogna essere portatori di una visione. Per l’Europa – aggiunge – dobbiamo auspicare che le prossime generazioni vedano una politica europea diversa, magari gli Stati Uniti di Europa”.

 

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