Una spruzzata di destra su Roma: via i migranti del Baobab

Migranti
Il centro Baobab, in via Cupa a Roma, dopo le operazioni di censimento da parte delle forze dell'ordine, 11 agosto 2016. ANSA/CLAUDIO PERI

Continua la logica del blitz del Campidoglio: invece di affrontare i problemi la giunta prova a nascondere la polvere sotto il tappeto

I cittadini volontari del Baobab stavano servendo la colazione ai migranti transitanti quando sono arrivati i poliziotti. Un blindato è stato subito parcheggiato di traverso, bloccando l’accesso di via Cupa, a Roma, tra il cimitero del Verano e il quartiere popolare di San Lorenzo. Viola, insegnante di Pilates, e Rosaria, bibliotecaria in pensione, se li sono trovati davanti all’improvviso mentre servivano latte e biscotti a 101 cittadini eritrei e 8 somali – di cui 76 uomini, 24 donne di cui una incinta. Altre cento persone si erano allontanate nella notte spontaneamente. «Bonifica dell’area, per gravissima situazione di degrado», è stato l’ordine.

«Credevamo che fosse il solito censimento dei transitanti, come accade di solito», raccontano le volontarie. «Invece tutti i migranti sono stati portati via, all’ufficio d’identificazione di via dei Patini e non hanno fatto più ritorno». Andrea Costa, uno dei coordinatori dell’accoglienza del Baobab insieme a Roberto Viviani rivela che «tutti gli aventi diritto sono stati sistemati tra il Cara di Castel Nuovo di Porto e la struttura di via del Frantoio della Croce Rossa in città. Mentre dal Vaticano telefona Monsignor Konrad, l’elemosiniere di Papa Francesco per sapere cosa sta accadendo. Ma un’unica parolina corre tra la bocca di tutti i presenti: «Sgombero, altro che bonifica dell’area» così mentre sui social monta l’indignazione semplici cittadini si precipitano al Baobab e arriva anche II municipio di Roma a guida Pd. I toni s’infiammano, per via di un ordine del giorno che il Partito democratico ha votato insieme al centro destra nei giorni scorsi dopo aver modificato la dicitura da «sgombero» ad «allontanamento».

E Andrea Costa sbotta: «Da stasera –ieri ndr – ci saranno circa 200 persone che non avranno un luogo dove dormire, dove mangiare. Se le istituzioni anche quelle di prossimità non individuano un luogo dove minimamente organizzarsi per l’accoglienza allora si che inizieranno i problemi sociali forti per il quartiere. I migranti transitanti di norma stanno vicino alle stazioni. Capisco che il sogno dei politici del municipio – sottolinea – fosse di portarli su Marte o da qualche altra parte ma loro sono migranti transitanti. Ricordiamoci che sono uomini, donne, bambini e non hanno mai dato fastidio a nessuno. Altro che clima ostile del quartiere».

Intanto nella lunga e stretta di via Cupa entrano l’Ama, l’azienda della nettezza urbana, e persino li operatori della disinfestazione con una tuta bianca dalla testa ai piedi e una mascherina sulla bocca. Poi si cominciano a smontare le tende, a rovistare ovunque e si cerca di far sparire anche i 7 bagni chimici sistemati sul marciapiede fuori dal Baobab: «Vanno subito tolti» è l’ordine della questura.

Sulla chiusura del Baobab pare non abbia influito più di tanto l’odg del Municipio. La data della «serrata» è stata decisa il 27 settembre scorso nel corso del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il Campidoglio era al corrente, la sindaca Raggi era presente alla riunione. Eppure, ironia della sorte l’assessore Baldassarre alle politiche sociali, aveva convocato per oggi l’ennesimo tavolo al Dipartimento sull’emergenza Baobab, nonostante già l’ultima volta il Comune nell’ultima riunione si era «rimangiato» tutte le promesse fatte ai gestori del Baobab sui migranti.

E non a caso Roberto Viviani scrive su Fb: «In un giorno in cui tutto sembra crollare, con il morale a terra e la sfiducia che galoppa, mi scrive un amico passato in via Cupa. Per lui ed altri 20 trovammo posto letto nelle sezioni di partito, trasportammo materassi con un camper, facemmo facemmo la spola con pranzi e cene cucinati in case private… Adesso è in Germania e ha ottenuto i documenti. Tenetevi via Cupa, militarizzatela, vivete nella paura del diverso ogni misero giorno della vostra vita. Noi – conclude il coordinatore dei volontari del Baobab – andiamo avanti. Mica si sgombera un’idea».

Via Cupa, intanto, è presidiata. I blindati si alternano nel cambio della guardia. Ma i volontari sono ancora lì sotto: «Che roba, hanno rovistato dappertutto: sono entrati al civico 5 che avevamo adibito a dormitorio per 60-70 posti e al civico uno dove c’era tutta la nostra dispensa. «Papa Francesco ne avrà un gran dolore», sottolinea una cittadina: «Ero presente quando è arrivata la spesa per i nostri amici migranti da parte del Papa. Ora quel cibo è nel cassonetto».

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