Una Roma blindata: ecco tutte le misure di sicurezza prese

Giubileo
Policemen and carabinieri guard in front of Saint Peter square in the context of anti-terrorism security plan for the Jubilee in Vatican, 05 December 2015. 
ANSA/CLAUDIO PERI

Livello di allerta massima nella Capitale per l’apertura della Porta Santa

L’apertura della Porta Santa e l’inizio di un Giubileo sono segnati inevitabilmente dalla paura per il terrorismo. Già nei giorni scorsi Roma è stata popolata dai primi pellegrini che nonostante i tanti controlli e l’innalzamento delle misure di sicurezza hanno deciso comunque di essere presenti all’evento religioso speciale voluto da Papa Francesco.

Sono ancora troppo vive le immagini di Parigi per vivere serenamente questo Giubileo: per più di un italiano su tre, secondo un’indagine elaborata da Confturismo-Confcommercio in collaborazione con l’Istituto Piepoli, l’Italia sarebbe al centro dell’attenzione del terrorismo islamico e il bersaglio più probabile sarebbero proprio la Capitale e Città del Vaticano. Nonostante la paura, solamente il 12% degli italiani, secondo l’analisi, crede che il Giubileo debba essere cancellato a causa del rischio attentati, mentre quasi quattro italiani su cinque non credono invece che si debbano cambiare le proprie tradizioni.

Nel frattempo a Roma il piano sicurezza, coordinato dalla questura, è ormai a pieno regime. La Capitale era già sotto presidio dopo gli eventi di Parigi, e in questi giorni il livello di allerta sarà portato al massimo con misure previste dal piano antiterrorismo (livello 4).

E’ vietato il trasporto di carburanti, Gpl e metano dentro il Grande raccordo anulare e fino a mercoledì saranno interdette armi, munizioni, esplosivi, sostanze esplodenti, fuochi d’artificio e gas tossici.

La città è sotto il controllo di circa 200 nuove telecamere di sorveglianza al centro e in tutta la Capitale saranno presenti 2250 uomini delle forze armate e 1000 delle forze di polizia dotate di giubbetti antiproiettile, 140 volanti, 100 auto e 80 moto. A questi, si aggiungeranno, tra domani e dopodomani, altri 900 vigili.

Sotto particolare sorveglianza gli obiettivi sensibili, primo fra tutti il Vaticano, ma anche le stazioni di treni e metropolitane, gli aeroporti, i luoghi di aggregazione e i principali monumenti. A piazza San Pietro i fedeli verranno sottoposti a controlli ferrei con circa venti metal detector. Dato l’alto afflusso di persone, per partecipare agli eventi giubilari sarà necessario iscriversi precedentemente al sito del Giubileo della misericordia.

Sul posto saranno presenti le forze dell’ordine pontificie (110 guardie svizzere e i 130 gendarmi) e, all’esterno delle mura Vaticane, quelle italiane, mentre le strade limitrofe verranno chiuse alle auto.

Ma non solo il Vaticano: alcune misure di sicurezza infatti vengono applicate anche nella Capitale con una particolare attenzione ai cieli della città. Sulla Capitale vige il divieto assoluto di sorvolo di Roma. Forte controllo dell’intelligence, anche attraverso l’uso dei radar, per impedire che oggetti non autorizzati si alzino in volo anche attraverso l’abbattimento di droni.

Sotto controllo anche le strutture ricettive romane, in particolare i bed and breakfast. Airbnb, che negli ultimi anni ha registrato un grande successo per quanto riguarda la domanda e l’offerta di camere e abitazioni, metterà a disposizione delle forze di sicurezza il suo portale. Mentre Franco Gabrielli ha promesso una stretta all’abusivismo alloggiativo, “una criticità di Roma”: “Dal primo novembre – ha dichiarato ieri il prefetto – abbiamo distribuito dei questionari sui treni e nelle stazioni marittime per dirci dove i turisti vanno ad alloggiare. Fino al 21 novembre il feedback è stato di appena 53 form tornati indietro, su migliaia distribuiti. Questo dà il senso del problema”.

Per le emergenze, infine, si farà riferimento a un numero unico: il 112. Dal primo dicembre è attiva una centrale unica con 80 operatori in funzione 24 ore su 24 sulla quale devieranno tutte le chiamate ai quattro numeri per le emergenze: carabinieri (112), polizia (113), vigili del fuoco (115) ed emergenza sanitaria (118). La chiamata sarà gratuita e il centralino sarà multilingue.

Nonostante l’allerta massima, da Gabrielli arrivano messaggi di rassicurazione: “Non c’è nessun allarme specifico” che arriva dall’intelligence e delle forze di polizia. La preoccupazione c’è, chiarisce il prefetto: “Ovviamente bisogna stare attenti, la guardia deve essere molto alta” fino al 21 di novembre, il giorno dopo la chiusura del Giubileo.

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