Finora 267 morti, si scava ancora

Terremoto
Terremoto Arquata
ANSA/ANGELO CARCONI

Arquata del Tronto, Pescara del Tronto, Amatrice e Accumoli i paesi più colpiti

La situazione continua a ricordare quella abruzzese del 6 aprile del 2009 quando alle 3,32 del mattino L’Aquila ha iniziato a crollare. Soprattutto per il numero delle vittime, tantissime, di ogni età, mentre si cercano ancora – dopo ore di lavoro incessante – le persone sotto le macerie. I cani “molecolari”, addestrati a cercare tracce di superstiti, non segnalano più la presenza di sopravvissuti, ma i soccorritori non perdono le speranze e continuano a cercare. “Le operazioni di ricerca e soccorso proseguiranno fino all’esaurimento dell’attività che saranno concluse fino a quando non si penserà che non si possano individuare persone coinvolte nei crolli”, fanno sapere dalla Protezione civile.

Il terremoto ha scosso i paesi e le città di tre regioni del centro Italia – Umbria, Marche e Lazio. I paesi più colpiti sono Arquata del Tronto e Pescara del Tronto, nell’ascolano, e, nel reatino, Amatrice e Accumoli, dove non ci sono più case agibili. 

Sale il bilancio delle vittime

I numeri vengono aggiornati continuamente. E ora si teme che il numero delle vittime possa superare quello del tragico terremoto dell’Aquila del 2009.  E’ di 267 morti e 387 feriti il nuovo bilancio del sisma che ha colpito l’Italia centrale. L’aggiornamento è stato fornito dalla responsabile delle emergenze della Protezione civile, Titti Postiglione, nel corso del punto stampa di questa mattina.  Delle 267 vittime del Sisma del 24 agosto, 207 hanno perso la vita ad Amatrice, 49 ad Arquata e 11 ad Accumoli. Lo rende noto la Protezione Civile. Intanto le storie dei morti e dei sopravvissuti commuovono il Paese.

I soccorsi

Immediatamente si è attivata la macchina dei soccorsi da tutta Italia con il Genio dell’esercito, i Vigili del fuoco, il Soccorso alpino, la Protezione civile, la Croce rossa, tra gli altri, e poi tantissimi volontari che hanno scavato anche a mani nude per tirare fuori dalle macerie più persone possibile. Tanti in tutta Italia si sono mossi anche per donare sangue negli ospedali che stanno ricevendo centinaia di feriti, molti dei quali in codice rosso. Il ministero dei beni culturali ha allertato le sue unità di crisi, e anche una task force italiana dei Caschi Blu della Cultura è in azione in queste ore.

L’assistenza

Sono state allestite diverse tendopoli nelle zone più colpite e dove si trova il maggior numero di sfollati: prosegue l’assistenza alle popolazioni: stanotte a fronte di 3400 posti già disponibili ne sono stati utilizzati 1200. I centri di assistenza Accumoli, Amatrice, Arquata e Monte Gallo (per le Regioni Lazio e Marche) si aggiungono i posti letto messi a disposizione dalla Regione Umbria, a Norcia innanzitutto e in altri 4 centri.

Sono circa 4370 gli uomini e le donne appartenenti alle diverse strutture operative di Protezione civile, ai centri di competenza tecnica scientifica o alle aziende erogatrici di servizi essenziali, dispiegati sul territorio. A questi, fa sapere il Dipartimento, si aggiunge tutto il personale delle amministrazioni territoriali delle aree colpite dal sisma nonché quello delle colonne mobili attivate da fuori regione (Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Molise, Emilia Romagna, Toscana) per portare aiuto.

Il numero per sms e telefonate solidali è il 45500: “Questo numero – ha fatto sapere Immacolata Postiglione, capo ufficio emergenze della Protezione civile – può essere utilizzato da tutti per donare qualcosa alle persone colpite da questa emergenza”.

Le indagini

La procura di Rieti, nell’ambito delle indagini già in corso da ieri sul sisma che ha colpito la zona di Amatrice, ha aperto un unico fascicolo “contenitore” con l’ipotesi di reato di disastro colposo. L’inchiesta e’ coordinata dal procuratore capo Giuseppe Saieva e vede impegnati tutti i magistrati della procura reatina. Saieva ha compiuto un primo sopralluogo nella giornata di ieri disponendo una serie di sequestri. L’inchiesta dovrà fare luce anche sui crolli che hanno interessato edifici ristrutturati recentemente, come la scuola di Amatrice e il campanile crollato ad Accumoli.

Le scosse

La prima scossa, molto violenta, di magnitudo 6, è stata registrata il 24 agosto alle 3.36 con epicentro vicino Accumoli, in provincia di Rieti. Un’ora dopo, alle 4,33, la seconda scossa del 5.4 con epicentro tra Norcia (Perugia) e Castelsantangelo sul Nera (Macerata). Durante la notte la terra ha continuato a tremare fra Lazio, Umbria e Marche, con un centinaio di repliche a partire dalla mezzanotte, che hanno portano il numero complessivo a più di 460. “Finora le repliche si stanno susseguendo in modo coerente con quanto prevedono i modelli teorici, ossia secondo il processo che ci si aspetta immediatamente dopo una scossa principale, ma non sappiamo se potranno avvenire scosse più forti”, ha detto il sismologo Massimo Cocco, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Secondo l’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) il sisma ha avuto ipocentro a circa 10 km di profondità.

Il governo e delle istituzioni

Ieri pomeriggio il presidente del Consiglio Matteo Renzi si è recato ad Amatrice per poi spostarsi a Rieti per una riunione tecnica al Coordinamento della Protezione civile. “Nel Consiglio dei ministri saranno presi i primi provvedimenti e sarà dichiarato lo stato d’emergenza”, ha detto il premier al termine dell’incontro.

Il premier ha assicurato, durante la conferenza tenutasi in tarda mattinata da Palazzo Chigi, il sostegno del governo: “Non lasceremo nessuno da solo. L’Italia piange e mostra al mondo le lacrime ma anche il cuore grande dei volontari, della protezione civile e delle istituzioni”. Il ministro Graziano Delrio ha parlato di “una situazione molto seria. C’è una mobilitazione da parte di tutti per continuare a lavorare per organizzare tutto al meglio”.

Ma sono già pronti i primi fondi per le emergenze immediate. Il Fondo per le emergenze nazionali dispone di 234 milioni, secondo quanto riferito dal sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti Umberto Del Basso De Caro.

A far visita alle zone colpite dal sisma anche la presidente della Camera Laura Boldrini che si trovava in vacanza proprio nelle Marche, la sua regione di origine. “Stavo nelle Marche a casa mia, chiaramente abbiamo sentito la scossa e la cosa più naturale era venire qui per portare la solidarietà delle istituzioni e dire grazie a tantissimi volontari che stanno lavorando”. E anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato l’importanza di “stringersi con solidarietà attorno alle popolazioni colpite. Il mio primo pensiero va alle tante vittime di questo devastante sisma che ha colpito una parte così ampia di territorio nazionale”. La priorità, ha evidenziato il Capo dello Stato, è quella di “impegnare tutte le forze per salvare vite umane, curare i feriti e assicurare le migliori condizioni agli sfollati. Sarà subito dopo necessario un rapido sforzo corale per garantire la ricostruzione dei centri distrutti, la ripresa delle attività produttive e il recupero della normalità di vita”.

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