Una donna come presidente? Nel 1995 era un’idea “offensiva”

Americana
epa05424887 Democratic Presidential candidate Hillary Clinton (R) has her picture taken with Senate pages after a meeting with Senate Democrats in the US Capitol in Washington, DC, USA, 14 July 2016. Later in the day Secretary Clinton will hold a rally with US Senator from Virginia and rumored to be running mate Tim Kaine in Northern Virginia.  EPA/SHAWN THEW

Almeno questo era quello che pensavano quelli di Walmart nel 1995

La Walmart Stores Inc è una multinazionale statunitense, proprietaria dell’omonima catena di negozi al dettaglio Walmart fondata nel 1962. Chi da allora ha fatto un viaggio negli Stati Uniti avrà sicuramente incrociato uno di questi megastore. Molto probabilmente, ci ha anche comprato qualcosa perché da Walmart è possibile trovare di tutto: dal tagliaerba al computer, dai pneumatici al divano.

Nel 1995 uno store di Miramar, un comune di circa 100 mila abitanti a nord di Miami in Florida, aveva tra i suoi scaffali anche una t-shirt apparentemente innocua. C’era disegnata una bambina di nome Margaret, uno dei personaggi del fumetto del 1951 “Denni the Menace”. Striscia che ebbe molto successo negli Stati Uniti e che fu pubblicata anche in Italia su diverse riviste per ragazzi.

Il guaio era che la piccola Margaret veniva raffigurata entusiasta, con le braccia aperte, mentre un fumetto le faceva dire: “Un giorno o l’altro una donna sarà Presidente”. Una frase talmente ovvia oggi, quanto “offensiva” ieri. Almeno per lo store in questione che decise di toglierla dalla vendita perché considerata “offensiva per alcuni clienti”.

(Ann Moliver Ruben, foto David Bergman/Miami Herald)

(Ann Moliver Ruben, foto David Bergman/Miami Herald)

Non vennero dati ulteriori dettagli di chi e perché avesse denunciato la maglietta oltraggiosa. Quasi due terzi delle 204 t-shirt erano già state vendute, eppure lo store decise comunque di metterla fuori commercio. La vendita nel network nazionale di negozi era altresì da escludere perché il messaggio “andava contro i valori della famiglia secondo Walmart”.

Questa storia venne raccontata allora da un articolo dell’Associated Press che 20 anni fa intervistò l’ideatrice del controverso capo d’abbigliamento: Ann Moliver Ruben, una psicologa che all’epoca aveva 70 anni e che trovava inspiegabile la motivazione data dall’azienda. Ruben si ribellò a quel divieto bigotto ma non riuscì a far valere le sue ragioni. Fino ad oggi.

La sua singolare storia ha trovato nuovo eco sui social dopo che questa settimana Hillary Clinton ha conquistato ufficialmente la nomination democratica per la Casa Bianca. Il tetto di cristallo che la senatrice di New York non era riuscita a frantumare nel 2008, complice anche uno straordinario concorrente di nome Barack Obama, ora è diventato più fragile e a novembre potrebbe infrangersi definitivamente.

Durante la convention democratica di questa settimana la metafora del tetto di cristallo, utilizzata proprio dalla Clinton quando dovette rinunciare alle sue ambizioni nelle primarie di otto anni fa, è stata riproposta in un video in cui i volti di tutti i 44 presidenti degli Stati Uniti andavano a formare un mosaico totalmente al maschile. Un muro che va letteralmente in frantumi. Dietro c’è lei, la prima donna candidata alla Casa Bianca per uno dei due grandi partiti del paese.

Oggi l’arzilla Ruben ha 91 anni e ha continuato a ideare magliette. Sono simili a quelle di 20 anni fa, ma con qualcosa in più. Davanti c’è ancora Margaret che sogna “Someday a woman will be president” e dietro “Someday is now”.

 

 

Vedi anche

Altri articoli