Il racconto della Direzione nel nostro Live blog

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I video e il live blog degli interventi principali della direzione nazionale Pd del 9 maggio 2016

 

LIVE BLOG – TUTTI I VIDEO

La replica di Matteo Renzi

Amministrative – Nei Comuni “vince chi ha la capacità di un progetto concreto”. Dunque “non cadrei nelle provocazioni altrui, né nella logica dei sondaggi”. “Tutte le volte vediamo sondaggi in cui i Cinque Stelle vincono almeno nel 106% dei Comuni in cui si vota, poi alla fine in cinque anni hanno vinto in 17 comuni: in tre sono già andati a casa o hanno espulso il sindaco, nella metà hanno problemi con la giustizia. Non è che i Cinque Stelle che vanno a governare danno fulgido esempio di buone pratiche amministrative: si dimostrano per quello che sono e quando ce ne è uno bravo di solito lo isolano”.

“Parliamo di problemi reali. I nostri candidati sindaco vadano con il sorriso aperto in mezzo alle persone.  Contemporaneamente il Pd dia una mano raccontando quello che ha fatto in questi mesi”.

“L’ultimo aumento fiscale di questo Paese è datato settembre 2013 quando è aumentata di un punto l’Iva, da quel momento le tasse hanno indiscutibilmente e costantemente cambiato direzione. E’ una grande conquista di questa comunità”.
“Poi c’è quello che è contrario al taglio dell’Imu sulla prima casa, ho capito. Quello che dice che gli 80 euro sono un bonus per alcuni e basta, ho capito. Non c’è un commentatore che dica: vi rendete conto che cosa straordinaria è avvenuta in Italia? E’ una novità pazzesca, possiamo esserne fieri?”.

“La realtà dei fatti è che siamo quelli che stanno tentando di giocare la carta del coraggio mentre gli altri, in Europa, giocano la carta della paura. Noi cerchiamo un approccio differente che dovrebbe essere patrimonio di tutti. Se lo giochiamo in una logica di polemica costante, e continuiamo a non essere orgogliosi del Pd, non è un dramma per il gruppo dirigente ma mi spiace per qualche consigliere in meno alle amministrative”.

Riforme – “E’ stata una vergogna avere strumentalizzato il dibattito parlamentare presentando 85 milioni di emendamenti. In sede di assemblea costituente sono stati 1.600″

“Vi rendete conto che questo è un passaggio storico per l’Italia? Vi rendete conto che non ci sarà più il bicameralismo? Vi rendete conto che meno posti per la politica non è tributo alla demagogia e al qualunquismo? Stiamo evitando che il virus del qualunquismo arrivi anche in Italia. Stiamo mettendo in sicurezza le istituzioni”.

 

L’intervento di Maria Elena Boschi (Video)

La replica all’intervento di Gianni Cuperlo, in cui il parlamentare chiedeva spiegazioni sulla frasi della ministra delle riforme sul voto della sinistra Pd sul referendum costituzionale: “Più volte mi è stato detto che chi vota ‘sì’, vota come Verdini e io in un incontro pubblico ho detto che chi vota ‘no’ vota ‘no’ come Casa Pound: è una semplice constatazione, non è un’equiparazione. Magari bastava farmi una telefonata, Gianni, e non fermarti al titolo del Fatto Quotidiano, altrimenti vuol dire che è in corso un cambiamento ontologico del fare partito”.

“Da qui al 2018 ci sarà una direzione in cui la minoranza interna non attaccherà la dirigenza del partito? Dico una, la nostra gente è abbastanza stanca delle discussioni tra di noi, soprattutto quando nascono dal nulla”

“Tutti insieme affronteremo in settimana il voto sulle unioni civili. Sarà un momento storico per ciascuno di noi”

 

L’intervento di Gianni Cuperlo (Video)

Referendum costituzionale – “Ho aspettato la smentita delle parole di quella ministra che ha messo sullo stesso piano di Casa Pound chi voterà ‘no’ al referendum sulla riforma costituzionale, tra cui ci sono anche membri dell’Anpi e costituzionalisti. Cosa vuol dire che chi nel Pd voterà no al referendum costituzionale è sullo stesso piano di casa Pound?”

Amministrative – “Mi hanno confortato le parole di Renzi se l’obiettivo è allargare il consenso attorno al Pd e al centrosinistra. Le parole del segretario le consideravo già prima una bussola da seguire. Venerdì io con Roberto Speranza siamo andati a Torino a sostenere Fassina, sabato sarò a Milano per sostenere Beppe Sala. Dopodiché lo dico qui, in questa sede che considero importante, nessuno ha una benda sugli occhi dall’ingresso formale di Verdini nella maggioranza o sul venire meno della linea di confine tra l’esercizio del potere e l’etica dei comportamenti, i confini della questione morale”.

“Da adesso al 20 giugno vorrei davvero scegliere la via di quella moratoria” sulle polemiche “e vorrei incrociare la stessa volontà nella classe dirigente che è carente sull’unita'” del partito. “Se la moratoria deve esserci deve valere per tutti, se non è così non si costruiscano alibi per il dopo. Se ti servono i voti dice il buon senso che tu il campo non lo divida”

“Si è detto di una sinistra ossessionata dal pregiudizio sulla nuova gestione del partito. Io non l’ho mai creduto ma così ci siamo fatti raccontare. E così quando abbiamo detto dei ‘no’ ci hanno descritto come rancorosi e dei ‘sì’, seppur sofferti, come opportunisti”

Migranti – “Il governo sul nodo dei migranti si muove con coerenza e serietà che gli va riconosciuto”

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L’intervento di Matteo Renzi (Video)

“Questa è una giornata carica di significato, il pensiero corre ad Aldo Moro e alla sua scorta. Oggi è anche il giorno della tragica uccisione di Peppino Impastato. È anche un giorno di festa perché è la festa dell’Europa”

“Sono rimasto sorpreso che alcuni giornalisti mi hanno chiesto perché facciamo la direzione visto che non abbiamo molto su cui litigare. A parte che ci sottovalutano, ma sarà un gran giorno quello in cui non ci si stupisce che ci siano organismi che discutono e dialogano anche quando non ci sono problemi. La vera eccezione non siamo noi, i partiti concorrono in modo democratico al governo della res pubblica. Sarebbe bello se anche altri trovano luoghi in cui si preferisce la fatica della democrazia alla dinastia. Noi siamo gli unici che hanno dei luoghi democratici dove confrontarsi, anche gli altri dovrebbero trovare delle forme organizzative diverse”

Europa – “Abbiamo avuto nelle ultime settimane due interventi straordinari su Europa entrambi fatti da non europei, il primo è quello di Barack Obama, l’altro è quello di Papa Francesco. E questo fa riflettere. Il presidente Usa ha saputo usare una forza particolare nel suo discorso”; La stessa forza che si trova nel discorso “del Yes, we can, aveva appena perso le primarie in New Hampshire contro Hillary Clinton”. Il discorso del presidente Usa “ha ricordato cosa deve essere l’Europa. se i leader non non individuano una direzione poi è difficile lamentarsi se i cittadini non camminano al passo giusto. Obama e il Papa hanno fatto due grandi interventi: poi accade che l’Europa continua a inseguire la strada della paura”.

“Noi dobbiamo domandarci come Italia come affrontare questa sfida: abbiamo iniziato con una rivendicazione con un cambio di paradigma delle questioni economiche. Nel 2014, avevamo appena vinto le elezioni europee io ero solo a chiedere che ci fosse un richiamo alla parola ‘flessibilità’. Non volevano nemmeno citarla, perché lo ritenevano un agguato. Quanta strada abbiamo fatto: ma ancora non basta. Senza politiche diverse non riusciremo ad affermare una nuova politica europea. Abbiamo fatto una proposta e la discussione è finalmente aperta”.

Sull’immigrazione “fino a un anno fa la questione era di esclusiva pertinenza dei singoli Stati membri. Nessuno proponeva un’alternativa: oggi la situazione è molto diversa. Si è cambiato linguaggio e ordine del giorno. O la gestisce l’Europa o non ha soluzioni (comunque non ha soluzioni a breve periodo). Il ruolo dell’Italia è quello di provare a rilanciare su alcuni temi: il Migration Compact prova a delineare una strategia. Inutile andare con interventi spot sulle singole questioni, serve un intervento di sistema”.

“Di fronte al fenomeno della migrazione è più facile usare il tono becero e barbaro di alcuni o chiudersi nel buonismo del ‘venghino signori venghino’. Ma entrambe le posizioni sono destinate al fallimento”

Cultura – “Noi abbiamo, con il ministro Franceschini, scelto di dare alcuni segnali, alcuni concreti altri simbolici, quando 2643 imprenditori investono con lo strumento dell’art bonus è un segnale. Il privato inizia a capire che è fondamentale anche per lui avere una rilevanza sociale economica e culturale dei propri investimenti. Quest’anno il ministero dei Beni culturali ha visto un incremento dei fondi del 36%”

“Con Valente abbiamo incontrato i parroci” dei quartieri della periferia di Napoli che “ci hanno chiesto lavoro, sociale, ma soprattutto di aprire le scuole anche l’estate cosa che abbiamo fatto con il ministero dell’Istruzione non solo a Napoli, ma soprattutto lì”

“Abbiamo 150 milioni di euro per definire piccoli interventi per quelle realtà che credono che rimettendo a posto un piccolo museo, un teatro, con questi interventi riparta non l’economia, ma l’identità di una piazza. È quello che abbiamo più da dare a livello europeo. Credo che non ci prenderanno per matti, ma incredibilmente sul serio, perché è il momento di rilanciare l’umanesimo nel mondo”

Giustizia – “Dobbiamo avere il coraggio di dire che si vada a sentenza e che si rispettino le sentenze, non stiamo chiedendo la luna ma il rispetto dei valori della Carta costituzionali. Abbiamo fatto molti interventi sulla giustizia che forse non hanno cambiato l’opinione di chi scrive sui giornali, ma che hanno cambiato il codice penale. Auguriamo buon lavoro ai magistrati; abbiamo interesse che ci sia la massima visibilità su tutte le indagini. Si vada ai processi, noi facciamo di tutto perché i magistrati possano andare a sentenza. E come sempre non commentiamo le sentenze, ma le aspettiamo e le rispettiamo. Non chiediamo le dimissioni del sindaco di Livorno: sarà lui a fare le sue considerazioni di fronte al Consiglio comunale”

Referendum e amministrative – “Formalmente il referendum è già in pista. I comitati per il sì non costituiscono l’ossatura di un bel niente. Il passato, il presente e il futuro si chiama Partito democratico. E penso sia giusto che il Pd faccia quello che stanno facendo anche gli altri: andare piazza per piazza per chiedere ai cittadini di mettere la firma sulla richiesta del referendum e diffondere il più possibile comitati dal basso. Molti hanno scritto nel merito di questa riforma: è stato un argomento molto discusso e siamo sempre pronti a discutere nel merito. Figuriamoci se voglio personalizzare la questione. Ma dire che se alla fine di questo lavoro i cittadini dicono ‘no’ e io ne prendo atto, andandomene, è solo una scelta di buon senso”

In questa periodo il Pd deve muoversi seguendo una strategia in “tre fasi”: “Dal 20 maggio al 15 luglio il Pd deve essere in modalità banchino permanente” per le firme per il referendum. “Da luglio a settembre in tanti staranno al mare. Bonaccini ha detto che dobbiamo andare sulle spiagge. Io non oso immaginare la scena di Bonaccini al mare che avvicina uno per uno i bagnanti… Ma serve una mobilitazione costante. Non assaliremo sulle spiagge, ma dobbiamo essere in modalità attenzione. Il rush finale, dal 5 settembre, con la partenza del secondo corso di classe dem. Sarà interessante dare il messaggio su toni più seri, dato che per il resto saranno toni da campagna elettorale”. Ieri a Milano da Beppe Sala “ho proposto moratoria delle polemiche interne e si è alzata un’ovazione arrivata soprattutto dai vecchi compagni che poi sono quelli più giovani dentro”

“Non abbiamo alcun motivo per continuare una sfibrante discussione interna ora che compagni e amici son impegnati nella battaglia delle amministrative. Il dibattito democratico è la cosa più preziosa, ma dobbiamo fare uno sforzo per non vergognarci di quanto fatto finora”

“Avevo deciso di modificare la struttura della segreteria e per questo non l’ho convocata. Credo che fare la modifica adesso prima delle amministrative sarebbe un errore. Da qui a prossimi cinque mesi, però, mettiamo al centro le istanze profonde del nostro popolo, della nostra gente. Poi si tornerà a convocare la segreteria”

“Avremo un grande referendum costituzionale ma poi apriamo la discussione al nostro interno con il congresso: si può aprire qualche mese prima. Si può andare a votare a congresso in tre mesi, in sei mesi, in un anno”. Al prossimo congresso del Pd “io ci sarò”

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Nei momenti difficili – e questo ne ha tutta l’aria – l’unica cosa da fare è rilanciare. Sarà filosofia spicciola, ma è un riflesso persino istintivo. E dunque il Pd reagisce. Perciò Matteo Renzi che la cosa migliore è riunire la Direzione – alle 15,  diretta streaming su Unità.tv – per rinfrancare lo stato d’animo del gruppo dirigente del partito, fiaccato in questi giorni da quello che è stato chiamato “lo stillicidio” di notizie riguardanti esponenti del Pd e più in generale da un clima generale non positivo: sui giornali, le tv, in diversi ambienti anche popolari.

Il segretario-premier intende, come si dice, stringere i bulloni. A cominciare dalla “questione morale” che – ha detto ieri da Fazio per la prima volta in modo così esplicito – riguarda anche il Pd. Intendiamoci: Tangentopoli non c’entra niente, all’epoca emerse un vero e proprio sistema nel quale i partiti di governo (con qualche estensione a quelli di opposizione) facevano corpo con settori dell’imprenditoria per finalità di lucro e finanziamento illecito.

Però Renzi intende dare una stretta al suo partito, ai suoi dirigenti, ai suoi amministratori locali: così non si può andare avanti. Agire sul partito, piuttosto che polemizzare con la magistratura: è un modo per uscirne.

Certo, il colloquio del componente del Csm Morosini col Foglio – poi parzialmente smentito – ha gettato altra benzina sul fuoco. Anche qui, nessuna polemica diretta. Ma le parole del guardasigilli Orlando e del vicepresidente dello stesso Csm Legnini danno l’idea di quanto Morosini sia entrato a gamba tesa nel dibattito politico, cosa non proprio consona a un membro dell’organo di autogoverno dei magistrati. In questo senso, il leader del Pd condivide le parole di Legnini, concordate col Quirinale, per un appello alla sobrietà dei magistrati cui peraltro nessuno nega diritto di parola sulle vicende politiche.

Ma poi il segretario-premier intende dare una stretta politica e organizzativa sulla doppia campagna elettorale – amministrative e referendum di metà ottobre. Nelle città chiamate al voto la “macchina” è partita, e in definitiva per persa viene data solo Napoli mentre nelle altre città tutto è aperto, con maggiore o minori possibilità.

Lo sguardo di Renzi è però rivolto soprattutto al referendum confermativo. Al Nazareno c’è molta fiducia che alla fine i famosi 10mila comitati per il Sì saranno una realtà: il Pd, per ora soprattutto nelle regioni del Centro, sta già dando vita a comitati di partito o comunque di area. Più complesso mobilitare forze esterne, dalle forza del lavoro al mondo della cultura: ma questo è appunto l’obiettivo che dovrebbe uscire dalla Direzione.

Si creerà su questa piattaforma un clima “unitario” con la minoranza? I renziani hanno apprezzato la presa di posizione di Bersani, che a Di Martedì ha esternato molti dubbi sull’operato della Procura di Lodi. Certo, oggi non mancheranno i distinguo e le sottolineature polemiche dei vari Cuperlo e Speranza ma stavolta l’aria sconsiglia “rese dei conti”. Perché di solito nei momenti difficili un partito serra le fila. Di solito.

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