Baviera, accoltella quattro persone urlando “Allah akbar”

Terrorismo
In un fermo immagine i rilievi dopo l'attacco nella stazione ferroviaria di Grafing, nei pressi di Monaco di Baviera, 10 maggio 2016.
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L’aggressione in una cittadina alla periferia orientale di Monaco. Gli inquirenti indagano sul movente, secondo alcuni testimoni l’uomo avrebbe gridato “Allah Akbar”

Un uomo ha pugnalato questa mattina quattro passeggeri nella stazione ferroviaria di Grafing, nel comune di Edersberg, alla periferia orientale di Monaco di Baviera. Una delle persone colpite è deceduta poco dopo il ferimento. L’aggressore, un cittadino tedesco di 27 anni con precedenti penali, è stato arrestato e verrà ora interrogato. Le autorità della polizia tedesca hanno imposto il silenzio stampa sulle indagini, anche se un portavoce della Procura della capitale bavarese ha parlato di “un movente a priori islamista”.

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Diversi testimoni avrebbero affermato che l’attentatore ha gridato “Allah akbar”, “Dio è grande” in arabo. Il primo gennaio di quest’anno in Germania era scattata l’allerta proprio per il rischio di un attentato a Monaco. Allora avevano fatto scattare l’allarme i sospetti che ci fossero “cinque o sette persone che volevano commettere attentati suicidi nel capoluogo bavarese”. In particolare nella Stazione Centrale e nella vicina località di Pasing durante la notte di Capodanno.

Anche in questo caso, l’arma utilizzata è stato un coltello. L’aggressore, identificato come Rafik Youssef, è entrato in azione verso le 5 di stamattina, nella stazione della S-Bahn (i treni interurbani) di Grafing, cittadina a Sud-Est di Monaco. L’uomo ha sferrato colpi, apparentemente a caso, cercando di colpire chiunque gli capitasse a tiro: una donna di 50 anni, ferita gravemente, è morta all’ospedale, ma secondo altre fonti la vittima sarebbe un uomo. Tutte le altre persone colpite hanno tra i 43 e i 58 anni e non sembra che versino in condizioni disperate. Yussef, ha precisato la procura, “non è originario del luogo in cui ha agito nè della zona circostante”.

Al momento, hanno chiarito gli inquirenti, non vi è alcun indizio che possa collegare il giovane tedesco a un’organizzazione islamica né vi è alcun indizio di relazione con estremisti islamici.

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