Un remake della Dolce Vita? Lasciate perdere

Cinema

Gli americani hanno acquistato i diritti per una nuova versione del capolavoro di Fellini

La redazione di Unità.tv, da cui scriviamo questo pezzo, si trova a poche centinaia di metri dalla Fontana di Trevi. Ogni giorno qualche turista ci chiede dove si trovi, e noi gliela indichiamo, cross the street, straight on… Ci facciamo un salto, c’è anche una gelateria storica che merita, c’è sempre gente, fanno i selfie, i vigili sorvegliano: e c’è lei, la Fontana. Maestosa. Un colpo al cuore. E in testa viene quell’indimenticabile “Marceeelo, come here!”.

Per farla breve, vogliono rifare La Dolce Vita di Federico Fellini. Gli eredi del regista hanno ceduto i diritti del film alla casa di produzione italo-americana Ambi Group, che produrrà una “versione moderna” del capolavoro felliniano insieme alla Ldm Productions di Daniele Di Lorenzo, che ha detto così: “Sarà una storia contemporanea iconica e meritevole di premi come l’originale”. Nientemeno.

E’ un’idea pazzesca: non si può fare il remake dell’Amleto o della Gioconda. Lamericanata è in agguato. Perché La Dolce Vita di Fellini è quella, è il corpo della Ekberg e gli occhiali scuri di Mastroianni, la Roma notturna, i paparazzi, la macchina scoperta, la festa nel villone, l’ultima scena sulla spiaggia, il viso imbronciato di Anouk Aimée.

Quasi sempre, i remake sono peggio della prima versione. Sì, c’è qualche eccezione – per tutti: Scarface di Brian De Palma o Prima pagina di Billy Wilder, ma stiamo parlando di due maestri del cinema – però di solito sono operazioni commerciali. Date retta: lasciate perdere, se siete in tempo: La Dolce Vita è un clima, un’epoca, un sogno. E quando ti svegli non puoi sperare di sognare la stessa cosa un’altra volta.

 

 

 

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