Un problema chiamato giunta. M5S inizia a pensare a una squadra per Raggi

Amministrative
Virginia Raggi, la candidata M5s a sindaco di Roma, nel corso di una iniziativa al Tufello, Roma, 5 marzo 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

La squadra di governo che i Cinquestelle metteranno in campo a Roma darà una chiara indicazione anche sulla direzione politica: accetteranno un aiutino dalla destra?

La squadra di governo del M5S in caso di vittoria delle elezioni capitoline sarà composta “da tecnici e da cittadini” rappresentanti del Movimento Cinquestelle. “Le due cose non sono antitetiche o antinomiche. Ma stiamo ancora valutando. Ci piacerebbe presentare almeno una parte” della squadra “prima delle elezioni”. Quando il Movimento Cinquestelle ha presentato la candidatura di Virginia Raggi  per la poltrona di sindaco a Roma, l’avvocatessa ha risposto così a chi gli chiedeva di più sulla squadra di governo che metterebbe in campo.

La curiosità è tanta anche perché il M5S si troverebbe per la prima volta a governare una grande città e gli ipotetici nomi con cui potrebbero riempire le caselle darebbero una chiara indicazione sulla direzione che questa forza politica sta prendendo. Il primo dato è che qualche indicazione potrebbe essere messa in campo già durante la campagna elettorale, magari per dare uno sprint in più alla corsa di Virginia Raggi.

Tra i profili che potrebbero eventualmente entrare nell’amministrazione grillina di Roma è sotto osservazione Marcello De Vito, arrivato al secondo posto. Nello schema che aveva proposto Alessandro Di Battista, avrebbe dovuto essere candidato vicesindaco, ma la Raggi ha già dichiarato: “Non è ancora detto, con Marcello ne dobbiamo ancora parlare. E’ importante che ne discutiamo insieme prima di annunciarlo”. Marcello De Vito aveva raccolto il 35% delle preferenze dei pentastellati ed è stato sostenuto da Roberta Lombardi, plenipotenziaria e riferimento romano dei Cinquestelle, oltre che donna-macchina di questa tornata elettorale. Il suo coinvolgimento sarebbe anche funzionale a un riequilibrio tra le correnti del Movimento capitolino.

Altri nomi che sono già spuntati sono quelli dell’ex calciatore della Roma Damiano Tommasi e il prefetto Marilisa Magno, già a capo della commissione d’accesso attivata in Campidoglio subito dopo Mafia Capitale, la quale potrebbe rivelarsi una figura chiave nella gestione e organizzazione delle risorse interne al Campidoglio. Tommasi, attualmente a capo del sindacato dei calciatori, ha coltivato uno scambio con Alessandro Di Battista, rispetto al tema degli gli scandali del pallone e potrebbe assumere il ruolo di assessore allo sport. Il prefetto Magno, invece, potrebbe ricoprire il ruolo di assessore alla trasparenza.

I posti chiave da assegnare saranno sicuramente l’assessorato ai trasporti e quello ai rifiuti, viste le partite complicatissime della gestione dei dossier Atac e Ama e visto che su questi temi la Raggi concentra la propria campagna elettorale. In questi due casi, più che in altri, il profilo giusto potrebbe essere quello di un assessore tecnico.

Al momento tra i nomi che risultano più citati c’è Luciano Vasapollo, docente di analisi dei dati di economia applicata a Roma e direttore del Centro studi Cestes, uno dei teorici del reddito di cittadinanza che potrebbe occuparsi del bilancio. Un profilo gradito a tutta una parte del mondo sindacale che, in cambio, potrebbe scegliere di portare in dote alla Raggi, che appare sempre più schiacciata a destra, un bacino di voti ‘compensativi’ provenienti dalla sinistra.

Altro nome conosciuto che gravita attorno al mondo Cinquestelle è quello dell’ex direttore generale del ministero del Lavoro Nino Galloni, economista progressista, che potrebbe assumere un ruolo chiave vista l’esperienza pregressa come funzionario governativo.

E’ chiaro che il M5S nella selezione di una classe dirigente parte quasi da zero, soprattutto considerando che quella che servirebbe nella Capitale dovrebbe essere di altissimo livello. Anche in virtù di questo, non è escluso che la Raggi possa pagare volentieri pegno a un eventuale sostegno da destra al ballottaggio – già preannunciato anche da Giorgia Meloni – chiamando in squadra non tanto personalità politiche, quanto piuttosto tecnici che gravitano intorno a quel mondo. Le conoscenze, visti i suoi precedenti, certo non le mancano.

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