“Un mondo senza armi nucleari”. Ecco l’appello del G7 da Hiroshima

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I capi delle diplomazie dei sette Paesi più sviluppati hanno sottoscritto la “Dichiarazione di Hiroshima”

Il segretario di Stato Usa John Kerry e i ministri degli Esteri del G7 riunito in Giappone hanno lanciato un appello per “un mondo senza armi nucleari”.  dopo una visita al memoriale che ricorda le vittime della bomba atomica nella città giapponese su cui gli Usa sganciarono il 6 agosto 1945 la prima bomba atomica. Visita con cui Kerry è diventato il più alto funzionario Usa a recarsi ad Hiroshima dopo la Seconda guerra mondiale. “Ribadiamo il nostro impegno per un mondo più sicuro per tutti e per creare le condizioni per un mondo senza armi nucleari, in modo da promuovere la stabilità internazionale”, si legge nella dichiarazione, dove si sottolinea come “questo compito è reso più difficile dal deterioramento della sicurezza in una serie di regioni, come la Siria e l’Ucraina, e in particolare a causa delle ripetute provocazioni della Corea del Nord”.

“Questo museo ci ricorda con forza – ha detto Kerry- che non solo abbiamo l’obbligo di mettere fine alla minaccia delle armi nucleari, ma che dobbiamo fare di tutto per evitare la guerra”, ha insistito Kerry, veterano del Vietnam e convinto portavoce del non interventismo e del disarmo, che però non ha presentato le scuse americane per quell’atto di guerra. “La mia visita a Hiroshima ha un significato molto speciale per la forza delle nostre relazioni e per il percorso che abbiamo fatto insieme dai difficili tempi della guerra”, ha detto Kerry al ministro degli Esteri giapponese Fumio Kishida. “La visita non riguarda il passato, ma il presente e il futuro”.

Il Segretario di Stato non ha preso la parola ma ha lasciato un messaggio sul Guest Book del Memoriale. “Tutti dovrebbero sentire la potenza di questo luogo, che ci ricorda con forza irresistibile che dobbiamo porre fine alla minaccia nucleare2, ha scritto il segretario di stato, che poi ha postato la foto su Twitter.

 

Accolti da una folla di studenti con le bandiere dei sette Paesi, al fianco di Kerry vi erano i ministri degli Esteri dei 7 Paesi del G7, fra questi Paolo Gentiloni, che sul suo account Twitter ha scritto: “al memoriale di #Hiroshima. Visita storica”. La visita di Kerry potrebbe precedere, secondo fonti concordanti, quella di Obama in occasione del G7 il 26 e 27 maggio in Giappone. Sarebbe la prima volta che un capo di stato americano si reca ad Hiroshima. L’ex presidente americano George Bush aveva affermato che chiedere le scuse per Hiroshima sarebbe un gesto di “revisionismo” che lui non avrebbe mai compiuto.

Inoltre il G7  ha chiesto di “accelerare” la lotta contro lo Stato islamico in Siria ed Iraq. L’appello è uno dei punti contenuti nella dichiarazione finale della riunione in Giappone dei ministri degli Esteri dei sette Paesi più sviluppati al mondo. “Il terrorismo costituisce una minaccia globale di natura urgente, che richiede la cooperazione internazionale e risposte condivise”, si legge nella dichiarazione diffusa a conclusione di due giorni di colloqui.

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