Un “Mc Donald” in Vaticano ma le profanazioni sono altre

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Il cardinal Sgreggia è contrario all’apertura di un Mc Donald vicino Piazza San Pietro. Verrà ospitato in uno stabile di proprietà del Vaticano, ma a chi era affittato prima il locale? A una banca

Nel 1986, trenta anni fa esatti, l’apertura del punto Mc Donald in Piazza di Spagna suscitò furiose polemiche. Una parte dell’opinione pubblica lo vide come una profanazione dello stile di vita italiano, un’americanata nel cuore della Capitale. Da allora i Mc Donald in Italia sono diventati 500 e occupano quasi 20.000 persone. Contemporaneamente i gusti culinari degli italiani hanno dato ospitalità alle cucine di tutto il mondo. Cinese, giapponese, sudamericana. Kebab e sushi fanno parte delle abitudini alimentari dei miei figli e il gusto fusion spopola.

Ugualmente noi italiani siamo riusciti ad aprire ristoranti in tutto il mondo. Ma per qualche motivo imperscrutabile gli hamburger e le patatine serviti da Mc Donald continuano a sollevare polemiche accese. Il cardinal Sgreggia, un alto porporato che, a giudicare dall’aspetto, i cibi ad alto contenuto di zuccheri e colesterolo li frequenta assiduamente, rilascia interviste contro la possibile apertura di un Mc Donald a Borgo Pio, quartiere vicino al Vaticano. L’alto esponente se la prende con i valori nutrizionali degli hamburger Mc Donald e difende la tradizione culinaria italiana. La prego Monsignore si astenga.

Non ci fa una bella pubblicità e anzi sembra la prova del fatto che l’amatriciana può essere più pericolosa dell’hamburger. L’altro argomento è ancora più stravagante. «I soldi non sono tutto», dice.

La polemica nasce anche dal fatto che il Mc Donald in questione verrà ospitato in uno stabile di proprietà del Vaticano, che riscuoterà un congruo affitto, come i tanti negozietti che in quell’area spacciano oggetti religiosi a cavallo fra la superstizione e la truffa. E infatti, a proposito di soldi sterco del demonio, il locale che sarà affittato a Mc Donald a chi era affittato prima? A una banca.

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