Blocco dell’immigrazione. Gli Usa piombano nel caos tra proteste e critiche

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epa05758176 People gather for a protest at the Arrivals Hall of San Francisco's SFO International Airport after people arriving from Muslim-majority countries were held at the border control as a result of the new executive order by US President Donald Trump in San Francisco, California, USA, 28 January 2017. According to reports, thousands of people took part in the demonstration as people from countries on the suspension list were reportedly held at the airport. US federal judge issued an emergency stay for visa holders and refugees that have been detained at airports following US President Donald Trump's executive order, halting all refugee entry for 120 days and for 90 days bans entry from seven countries: Iran, Iraq, Libya, Somalia, Sudan, Syria and Yemen.  EPA/PETER DASILVA

Il presidente Usa: “Il mio ordine non è una messa al bando dei musulmani”

Ann Donnelly, giudice federale di New York, ha emesso un’ordinanza di emergenza che temporaneamente impedisce agli Stati Uniti di espellere i rifugiati che provengono dai sette paesi a maggioranza islamica soggetti all’ordine esecutivo emanato dal presidente Donald Trump, che ha congelato gli arrivi da quei paesi per tre mesi.

Ma il giudice non ha stabilito che queste stesse persone debbano essere ammesse negli Stati Uniti ne ha emesso un verdetto sulla costituzionalità dell’ordine esecutivo del presidente. I legali che hanno citato in giudizio il governo per bloccare l’ordine della Casa Bianca hanno detto che la decisione, arrivata dopo un’udienza di urgenza in una corte di New York, potrebbe interessare dalle 100 alle 200 persone che sono state trattenute al loro arrivo negli aeroporti statunitensi sulla base dell’ordine esecutivo che il presidente Donald Trump ha firmato venerdì pomeriggio, una settimana dopo il suo insediamento.

“Vittoria!!!”, ha invece twittato l’Unione americana per le libertà civili (Aclu) subito dopo la decisione del giudice. “Le nostre corti di giustizia oggi si sono comportate come un baluardo contro gli abusi del governo o politiche e ordini incostituzionali”, ha aggiunto la potente organizzazione non governativa di difesa dei diritti civili e delle libertà individuali. Anche se la questione è tutt’altro che risolta e nuove udienze dovrebbero tenersi a febbraio, “la cosa più importante oggi era che nessuno fosse messo su un aereo”, ha detto l’avvocato dell’Aclu Lee Gelernt.

Oltre alla denuncia da parte delle associazioni per i diritti civili, ci sono state anche diverse proteste negli scali di Washington, Chicago, Minneapolis, Denver, Los Angeles, San Francisco e Dallas. All’aeroporto internazionale JFK di New York, circa 2.000 manifestanti hanno scandito “Lasciateli entrare, lasciateli entrare”. Non si tratta solo di rifugiati, ma anche di persone che negli Stati Uniti risiedono da tempo e hanno un impiego. Tra questi anche il regista iraniano Asghar Farhadi, autore del film ‘The Salesman’ (Il cliente) che corre per il Oscar 2017 che si terranno il 26 febbraio prossimo.

Hillary Clinton, la candidata democratica alla presidenza statunitense che è stata sconfitta da Trump ha usato toni duri: “Io sto con tutte quelle persone che stasera manifestano per difendere i nostri valori e la nostra Costituzione. Noi siamo così”, scrive su Twitter.

Non solo. Ancher molte figure di spicco come lo scrittore Stephen KingMark Zuckerberg, presidente di Facebook: “Se non ci fossero stati gli immigrati in Usa non ci sarebbe stata questa grande nazione con la sua forza economica, politica e sociale”. Stessa linea anche per Tim Cook, Ceo di Apple: “La nostra azienda non esisterebbe senza l’immigrazione. Senza l’apporto di tutte le intelligenze, senza discriminazioni religiose, la nostra nazione non potrà prosperare e portare avanti l’innovazione”, scrive in un tweet.
Trump: non è messa al bando dei musulmani. La risposta del presidente degli Stati Uniti non si è fatta attendere. Trump ha detto: ” Il mio ordine esecutivo non è una messa al bando dei musulmani”. Il divieto di immigrazione dai sette paesi islamici “sta funzionando molto bene”, ha aggiunto il presidente degli Usa.  E poi nel corso delle ore ha aggiunto: “Il nostro Paese ha bisogno di confini forti e controlli estremi, adesso. Guardate cosa sta succedendo in tutta Europa e, anche, nel mondo, un caos orribile!”.

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