Un Festival contro l’antipolitica (ma senza politici)

Cultura
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L’anteprima domani a Mestre, poi il fitto cartellone dal 10 al 13 settembre per la kermesse organizzata dalla fondazione Gianni Pellicani

Giunto alla quinta edizione, dal 10 al 13 settembre si svolgerà il Festival della Politica, a Mestre, organizzato dalla Fondazione Gianni Pellicani. Parlare di politica senza politici e tenendosi lontano dallo spettacolo urlato a cui la televisione ci ha abituato nei molti talk show di approfondimento che vanno in onda quotidianamente. Il tutto nelle piazze principali di Mestre, quindi riportando la politica al centro dell’agorà. Questi gli elementi che stanno alla base del Festival della Politica, giunto alla V edizione, organizzato dalla Fondazione Gianni Pellicani, che si svolge tra il 10 e il 13 settembre con un’anteprima il 9.

Le passate edizioni hanno avuto un grande riscontro, solo lo scorso settembre trentamila persone hanno assistito alla manifestazione, completamente gratuita, che si è svolta, per quattro giorni, dalla mattina a sera inoltrata. Il programma anche quest’anno è molto fitto con oltre quaranta incontri e più di ottanta relatori di spicco: Ezio Mauro, Paolo Mieli, Massimo Cacciari, Marco Damilano, Angelo Panebianco, Lucio Caracciolo, Carlo Freccero, Dacia Maraini, Ninetto Davoli, Daniele Marini, Sergio Staino, Ilvo Diamanti, Giorgio Gori, Pietrangelo Buttafuoco, Enrico Ghezzi, Mario Bertolissi e molti altri (il programma completo si può consultare su www.festivalpolitica.it)

L’obiettivo degli organizzatori è semplice quanto ambizioso: sfidare la disaffezione che le persone nutrono verso la politica e la sempre più diffusa antipolitica. Nicola Pellicani, direttore del Festival, nella conferenza stampa di presentazione ha sottolineato come si voglia “portare il confronto nelle piazze, sfidando l’impopolarità che la politica sta attraversando in questa difficile stagione, con l’obiettivo di spostare l’attenzione dalla ‘polemica’ al ‘pensiero politico’”. “Vogliamo affrontare – ha detto Pellicani – di petto i temi più impegnativi: il Festival punta a essere un vero e proprio momento di formazione politica”. Insomma, un tentativo di riproporre la politica come tecnica e arte dell’organizzazione e amministrazione della vita pubblica.

Il filo rosso che lega i diversi appuntamenti è Politica e leadership, un tema che si focalizza su un elemento caratterizzante della politica contemporanea: il coagularsi del consenso attorno a figure carismatiche capaci di instaurare un rapporto diretto con il cittadino/elettore marginalizzando i corpi intermedi e dinamiche di appartenenza a cui eravamo abituati nel secondo Novecento.

Il giorno dell’anteprima si parlerà dell’importanza della comunicazione nell’agire di Matteo Renzi con Carlo Freccero, intervistato da Guido Moltedo, e su come si costruiscono le candidature di successo con Dino Amenduni consulente dell’agenzia di comunicazione Proforma. Nei giorni successivi si susseguiranno alcuni interventi di chi conosce, come per esempio Giorgio Gori, quali caratteristiche devono possedere leadership di successo. E non mancherà lo spazio per riflettere sui leader del passato con Paolo Mieli e Cesare De Michelis.

Sarà alta l’attenzione su quanto accade fuori dai confini nazionali con Eva Giovannini, nota al grande pubblico come reporter di Annozero, Piazza Pulita, Ballarò che racconterà la sua inchiesta sull’avanzata delle nuove destre nazionaliste. Sempre sull’Europa, si confronteranno Ezio Mauro, Massimo Cacciari, Renzo Guolo, e non mancherà uno sguardo alla leadership tedesca con Angelo Panebianco, Lucio Caracciolo e Carlo Galli.

Come in ogni Festival che si rispetti la giornata sarà scandita da spazi tematici: quest’anno spicca l’incontro quotidiano, curato da Antonio Gnoli, dedicato a Pier Paolo Pasolini in occasione del quarantesimo anniversario della sua morte al quale parteciperanno, tra gli altri, Enrico Ghezzi e Ninetto Davoli.

Inoltre, tutte le mattine si terrà uno spazio filosofico che riserverà ampio spazio alle nuove leve delle filosofia italiana. Saranno molte le presentazioni di libri e tutti i giorni ci saranno spettacoli e reading ai quali parteciperanno anche David Riondino e Dario Vergassola.

Il programma è completato da due mostre: alla torre di Mestre si può visitare“Un ideale… manifesto!” dedicata ai manifesti politici, raccolti dal maestro Luigi Nono, testimonianze di un’epoca storica e di un modo ben preciso di comunicare, oltre che, in alcuni casi, forma estetica di altissimo pregio.

Al Centro Culturale Candiani, “Ballerina project Venice” della fotografa Giulia Candussi che fonde arte e paesaggio grazie a scatti che ritraggono ballerini in luoghi abbandonati della città. Infine, in pieno spirito festivaliero, ci sarà una via del centro di Mestre dedicata allo streetfood.

Anche grazie al Festival della Politica, la Fondazione Gianni Pellicani,istituzione culturale presieduta nei primi dieci anni di attività da Massimo Cacciari, è riuscita a ritagliarsi un ruolo rilevante nel panorama culturale veneziano e nazionale per la sua spiccata propensione a dibattere di cultura e politica.

Del resto non poteva essere che questo il tema prediletto a un ente intitolato a Gianni Pellicani, vicesindaco di Venezia, parlamentare e membro della segreteria nazionale del PCI negli anni della svolta della Bolognina. La scelta di radicare il Festival della Politica a Mestre è, secondo Massimo Cacciari, “ideale perché Mestre è stato un grande palco dove la politica è stata discussa animatamente, quando non drammaticamente, per decenni. È un territorio di conflitto, di quel conflitto che in fondo è la quintessenza della democrazia. Una terra dove ha dominato la cultura operaia e quella industriale, una storia che deve essere rivendicata con orgoglio”.

Nel presentare la V edizione è emersa comunque una nota dolente: la difficoltà di trovare fondi. Sponsor e sostegno di alcuni enti: quest’anno spicca il mancato sostegno della locale Camera di Commercio che solitamente appoggia questo genere di manifestazioni che sono anche promozionali per le città che le ospitano. Tanto più in un territorio come quello mestrino che nel corso dell’anno raramente ha una offerta culturale degna di una città di 180.mila abitanti situata nel cuore del nordest italiano.

Per chi non potesse andare a Mestre per partecipare al festival, è garantita la diretta streaming sul sito www.festivalpolitica.it e il livetweet sull’account ufficiale del festival (@festpolitica).

 

(tratto da Ytali.com)

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