Umiltà, cuore e grinta: ecco perché questa Italia piace

Euro 2016
Italy's Emanuele Giaccherini (L) jubilates with his teammate Leonardo Bonucci after scoring the goal during the UEFA EURO 2016 group E preliminary round match between Belgium and Italy at Stade de Lyon in Lyon, France, 13 June 2016.
ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
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L’esordio vincente agli Europei ha fatto vedere una Nazionale in palla che Conte ha costruito e motivato al meglio

Due anni fa gli azzurri si erano congedati dai mondiali brasiliani con due prestazioni molli, senza gioco né orgoglio e tra le polemiche. Oggi ritroviamo una squadra, solo in parte rinnovata, che gioca con grinta e umiltà conscia dei propri punti di forza e debolezza. Un cambio di rotta che ha fatto tornare gli azzurri tra le grandi d’Europa.

Alla vigilia della partita con il Belgio, squadra che secondo il ranking Fifa è la seconda più forte al mondo, dietro solo all’Argentina di Messi, non c’era molto ottimismo tra i tifosi e i commentatori. Diciamolo pure la Nazionale era considerata una squadra priva di talento e che a stento avrebbe superato il difficile girone. Il primo spauracchio era il Belgio, poi la Svezia di Ibrahimovic e infine quella che doveva essere la vittima sacrificale del torneo, vale a dire l’Irlanda.

Dopo solo una partita tutto sembra già cambiato, soprattutto nel morale dei tifosi che hanno visto una Nazionale solida e decisa. Sì forse sommando i singoli l’Italia non è a livello di Belgio, Inghilterra, Spagna, Germania, Francia e Croazia, ma sicuramente, da quanto si è visto finora in questi primi giorni dell’Europeo è l’unica vera squadra. Non a caso, mentre tutte le favorite soffrivano con formazioni di secondo piano, l‘Italia ha trionfato con merito contro i diavoli rossi.

Questa squadra è plasmata a immagine e somiglianza del suo allenatore che è riuscito a trasmettere ai giocatori una grinta e una determinazione raramente vista in campo dagli azzurri. L’organizzazione di gioco è perfetta ed è basata su una difesa solita con Bonucci superbo e su un centrocampo solido, che ha negli inserimenti dei due interni la sua arma migliore. Qualche dubbio c’è sull’attacco, che però è funzionale all’idea tattica del tecnico Salentino.

La vittoria degli azzurri è stata netta, senza molti patemi d’animo. Il primo gol è stato da manuale e non è stato casuale, nonostante le due prodezze tecniche (il lancio di 40 metri di Bonucci e lo stop perfetto di Giaccherini). Non è stato casuale perché negli schemi di Conte l’inserimento degli interni di centrocampo è sempre stata un arma in più. Una squadra che somiglia molto alla prima Juve di Conte, quella che nel 2011-12 vinse il primo di cinque scudetti consecutivi, nonostante non partisse con i favori del pronostico.

Dove può arrivare questa Nazionale è presto per dirlo, le pretendenti sono tante e il sorteggio non è stato certo benevolo. Una cosa è certa però, se l’Italia continuerà a giocare con l’umiltà, il cuore e la grinta con cui ha affrontato il Belgio potrà togliersi molte soddisfazioni. D’altronde nella storia azzurra tutti i trionfi sono venuti nei momenti considerati più difficili, è una caratteristica che ci contraddistingue come squadre e come popolo.

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