Renzi: “Il nostro mestiere è guidare l’Europa, non prendiamo ordini”

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Povertà, Jobs Act dei lavoratori autonomi e cinema. Matteo Renzi nella sua E-news rivendica i risultati del governo e lancia anche una stoccata alle opposizioni

E’ l’Europa il cuore pulsante dell’enews n 411 di Matteo Renzi in cui il Premier si toglie qualche sassolino dalla scarpa contro le opposizioni “ogni volta che si vota in Parlamento, le opposizioni perdono pezzi, senza che noi facciamo niente” e rilancia i risultati del governo con il decreto legislativo sulla povertà, il Jobs act del lavoro autonomo e il cinema.

Sul piano internazionale Renzi scrive: “I giorni appena passati sono stati caratterizzati da una intensa attività anche internazionale, a cominciare dalla storica visita del presidente Rouhani che ha scelto l’Italia come prima tappa dopo l’accordo sul nucleare e la fine delle sanzioni. Ma l’attenzione dei media – scrive Renzi – si è concentrata soprattutto sull’incontro con Angela Merkel. Sintetizzo così: l’Italia per anni aveva un debito morale con le istituzioni europee – e io dico soprattutto con i propri concittadini – perché parlava di riforme che non riusciva a realizzare. Adesso le cose sono cambiate. Le riforme sono leggi e dopo tre anni di recessione è tornato il segno più nei fondamentali economici. Possiamo tornare a fare il nostro mestiere, dunque. E il nostro mestiere è guidare l’Europa, non andare in qualche palazzo di Bruxelles a prendere ordini”.

Il Premier poi sottolinea lo spirito e gli ideali alla base del progetto europeo: “Del resto l’Europa è figlia di un grande sogno, ideale e idealista. Il sogno di chi – rinchiuso in un’isola al confino – ebbe il coraggio e la forza di sognare gli Stati Uniti d’Europa. Mi riferisco naturalmente al manifesto di Ventotene, voluto da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e altri compagni di prigionia. L’incontro con Angela Merkel è stato utile: insieme abbiamo ribadito che il più grande pericolo per l’Europa sono populismo e demagogia e io personalmente continuo a credere che populismo e demagogia crescano con più forza dove c’è disoccupazione, dove manca la crescita, dove l’austerity cieca annulla le prospettive di sviluppo. Ma quello che manca all’Europa di oggi è la dimensione ideale, la forza del sogno, la capacità di dire no a chi immagina muri e frontiere”.

Renzi racconta: “E allora il giorno dopo Berlino, ho visitato Ventotene per annunciare l’impegno del governo italiano a rilanciare questo spirito europeo. E anche per presentare il progetto di recupero del carcere di Santo Stefano (dove tra l’altro sono stati rinchiusi alcuni tra i più grandi protagonisti della Resistenza e del dopoguerra, da Sandro Pertini a Umberto Terracini). Coinvolgeremo le migliori università europee, a cominciare dall’Istituto Universitario Europeo. E faremo del carcere una foresteria dove ospitare incontri, stage, corsi di formazione per giovani europei e del Mediterraneo. Quel posto, così carico di memoria, rischia di diventare un insieme di ruderi. Noi vogliamo salvarlo e rilanciarlo. Non salveremo l’Europa con i professionisti dello zero virgola, ma con la coscienza di una nuova generazione di cittadini europei. Solo lo spirito di Ventotene potrà salvare l’Europa da chi vorrebbe erigere muri e chiudere Schengen”.

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