Ue e migranti: i 28 cercano l’accordo con la Turchia

Europa
Migranti al confine macedone
 EPA/ZOLTAN BALOGH HUNGARY OUT

I 28 hanno trovato una posizione comune sui termini generali del negoziato con la Turchia nella crisi dei migranti

Questa mattina il Presidente del Consiglio Ue, Tusk, quello della Commissione Ue Juncker e il premier olendese Rutte incontrano tutti assieme il premier turco Davutoglu. Un vertice cruciale che aprirà la seconda e ultima giornata del Consiglio Ue dedicato ai migranti.

Infatti i capi di Stato e di governo europei hanno dato mandato al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk di negoziare con il primo ministro turco Ahmet Davutoglu l’accordo per la gestione comune della crisi dei rifugiati. La prima serata del vertice europeo si è conclusa senza un testo di accordo, a causa di una serie di “riserve” espresse da alcuni paesi, a partire da Cipro.

Solo quando un testo concordato sarà definito, Tusk convocherà nuovamente i 28. Il che probabilmente non avverrà prima della tarda mattinata. Tre gli ostacoli maggiori al raggiungimento di una intesa, sui quali trovare un equilibrio è piuttosto difficile: occorre definire un meccanismo che renda legali decine di migliaia di rimpatri, trovare una soluzione che rassicuri Cipro e accontentare senza compromettersi troppo la Turchia sull’avanzamento dei negoziati di adesione.

La questione perciò è tutta aperta. Dagli ambienti della Commissione Ue si respira ottimismo, e fonti diplomatiche fanno intendere che l’intesa sarà raggiunta. Ma intanto i tempi si allungano.

Il premier lussemburghese Xavier Bettel ha parlato di una “posizione comune” fra i Ventotto, mentre il presidente del consiglio Matteo Renzi ha detto che “vedremo se si riuscirà a chiudere l’accordo sulla parte legata all’immigrazione”.

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