Uccisi due degli italiani rapiti a luglio: “Una vendetta dell’Isis”

Libia
Una immagine di Fausto Piano, tratta dal suo profilo Facebook, uno dei quattro italiani sequestrati in Libia mentre lavorava per l'azienda Bonatti.
ANSA/FACEBOOK FAUSTO PIANO

Si tratterebbe secondo la Farnesina di Fausto Piano e Salvatore Failla, dipendenti della società di costruzioni Bonatti

Almeno nove persone sono state uccise ieri nello scontro tra i jihadisti dello Stato Islamico (Isis) e milizie locali libiche a Sabrata. Tra loro avrebbero perso la vita anche due dei quattro italiani dipendenti della società di costruzioni Bonattirapiti lo scorso luglio a Mellitah.

La Farnesina, dopo un esame di alcune immagini di vittime di una sparatoria “apparentemente riconducibili a occidentali”, ha fatto sapere che da tali immagini, e tuttora in assenza della disponibilità dei corpi, potrebbe trattarsi di Fausto Piano e Salvatore Failla.

Il Sabratha Media Center parla in realtà di 9 jihadisti, ma questo prima che la Farnesina concretizzasse – in seguito alla diffusione di immagini delle vittime – la possibilità della presenza dei due italiani. In attesa di chiarire appieno la dinamica dell’accaduto, la fonte locale riferisce che lo scontro a fuoco è avvenuto ieri sera nella località di Jazira al Duran, a Sud di Surman, ovvero una quindicina di chilometri a Sud di Sabratha.

A scatenare la sparatoria sarebbe stato un tentativo di fuga degli uomini del Califfato. Sempre il Sabratha Media Center comunica che le forze libiche hanno “catturato svariati jihadisti, tra questi dei tunisini e un siriano, oltre a una donna tunisina con un figlio di tre anni rimasto ferito nella sparatoria e subito portato in ospedale a Sabratha”. Sequestrate inoltre due auto dei terroristi: una Toyota e una Tundra”.

I due uomini, secondo alcune fonti italiane dell’agenzia Adnkronos in Libia, potrebbero essere stati uccisi “per vendetta” dai miliziani dello Stato Islamico. La vendetta dell’Is sarebbe consumata a seguito degli scontri armati avvenuti ieri nella zona di Sabrata.

“All’inizio della riunione del Consiglio dei ministri siamo stati informati dalla Farnesina. Sono in corso le verifiche”, ha dichiarato il ministro Graziano Delrio, mentre il Copasir ha convocato con urgenza l’autorità delegata, il senatore Marco Minniti, il quale ha assicurato che gli altri due italiani rapiti a luglio sono vivi. La Farnesina, si legge ancora nella nota, ha già informato i familiari delle vittime. Sono in corso, inoltre, verifiche rese difficili dalla non disponibilità dei corpi.

 

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