Tweet orribile della grillina Blundo contro Zanda. Poi la toppa (che è peggio del buco)

M5S
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Oggi la grillina che balza in testa alle classifiche delle dichiarazioni “mostruose” è tale Enza Blundo. In soli 140 caratteri dosi fuori dal comune di qualunquismo, violenza verbale, falsità e vergognoso opportunismo politico

Ne fanno una al giorno. Oggi la grillina che balza in testa alle classifiche delle dichiarazioni “mostruose” è tale Enza Blundo, senatrice abruzzese del Movimento 5 Stelle. Ieri era stata la volta del collega Vito Petrocelli, ancora prima di lui Alessandro Di Battista, uno dei dominatori della classifica generale.

Solo pochi minuti dopo il voto con cui l’Aula di Palazzo Madama, grazie, tra gli altri, ai voti del Pd, decide di dare il via libera all’arresto del senatore Stefano Caridi di Gal, l’esponente pentastellata decide di liberare nell’indefinito spazio del web le sue parole, sotto forma di un tweet. In soli 140 caratteri mette insieme dosi fuori dal comune di qualunquismo, violenza verbale, falsità e vergognoso opportunismo politico. “Abbiamo votato per consegnare il Senatore Caridi alla magistratura, in attesa di consegnare tutti gli altri corrotti a partire da Zanda“.

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La reazione degli esponenti del Pd è veemente e molti accorrono in difesa del presidente di quel gruppo che, nonostante le rivendicazioni di esclusiva della Blundo, ha appena votato a favore dell’arresto di Caridi, proprio come il M5S.

Passano pochi minuti e il tweet incriminato scompare dalla timeline della senatrice grillina che, su pressioni concentriche, interviene in Aula per porgere le proprie scuse al capogruppo dem a Palazzo Madama. Alla ripresa dei lavori ha preso la parola per definire il tweet “ambiguo” (???) in cui, è vero, era citato Zanda anche se, ha spiegato la 5 Stelle, “assolutamente non era riferito a lui”.

Duro il commento della senatrice Anna Finocchiaro: “Il tweet della senatrice Blundo era purtroppo inequivocabile. Prendiamo atto delle scuse della senatrice nei confronti del presidente Zanda, ma quanto accaduto merita una riflessione. Testimonia della natura di un sentimento di appartenenza ad un’istituzione, cui io e la senatrice Blundo facciamo parte, che mi lascia sconcertata”, aggiunge.

L’ennesima vicenda che dimostra come la spregiudicatezza interessata nell’utilizzo dei social network messa in atto dagli esponenti del Movimento 5 Stelle sia ormai arrivata a livelli inaccettabili.

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