Tutto quello che c’è da sapere sul processo “Mafia Capitale”

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Inizia il processo “Mafia Capitale” che vedrà come imputati 46 persone tra cui Buzzi e Carminati

Che cos’è esattamente il processo “Mafia Capitale” che vede alla sbarra 46 imputati tra cui Salvatore Buzzi e Massimo Carminati che inizia giovedì 5 a Roma?

 

I fatti

Il 2 gennaio 2014 a seguito l’operazione Mondo di mezzo” viene arrestato l’ex Nar Massimo Carminati e con lui 37 persone, tra cui Salvatore Buzzi e Riccardo Brugia. L’inchiesta ha portato alla luce una serie di legami tra criminalità, affaristi, funzionari pubblici e politici che controllavano Roma, ma non solo. Dalle opere pubbliche alla gestione dei migranti tutto veniva controllato da Carminati&Co. Un controllo di cui facevano parte anche le cosche della ‘ndrangheta che da tempo ormai svolgono le loro attività criminali anche nella capitale.

Il sistema di Carminati attraverso contatti con politici, funzionari e criminalità organizzata gestiva molti affari della vita pubblica romana, ma non solo. L’ex Nar definiva quel luogo “Mondo di mezzo“, prendendo spunto dal luogo immaginario raccontato da Tolkien nel suo “Il signore degli anelli”. E’ lo stesso Carminati che descrive questo luogo in mezzo tra il “mondo di sopra“, quello della politica e “il mondo di sotto” il sottobosco criminale. E’ lui che mette in contatto questi due mondi garantendo le relazioni funzionali al conseguimento degli interessi del sodalizio.

E’ sul sistema dell’accoglienza dei rifugiati e sugli accampamenti Rom che Buzzi e Carminati fanno i maggiori affari. Il fondatore della cooperativa 29 giugno al telefono parla con entusiasmo del business dei migranti, al telefono dice: “Tu hai idee di quanto si guadagni con gli immigrati? Più che con la droga”. Roma, ma non solo. Sotto l’ala protettiva dei Mancuso, potente clan della ‘ndrangheta, il “mondo di mezzo” attraverso la cooperativa 29 giugno era arrivato a gestire il Cara di Cropani Marina in provincia di Crotone. Il rapporto con la cosca calabrese era solido, infatti in cambio del favore sul Cara anche i Mancuso entrano nella rete di Mafia Capitale, inserendo un imprenditore “pulito” negli affari capitolini. Anche i campi rom erano una miniera d’oro, solo per la “gestione ordinaria” del campo di Castel Romano, nel 2013 la coop di Buzzi incassa quasi 2 milioni di euro.

 

Il processo

Il processo si aprirà il 5 novembre nell’aula Occorsio presso il Tribunale di Roma. Secondo un calendario provvisorio stilato dai giudici le udienze saranno quattro alla settimana, in cui verranno ascoltati i 46 imputati e 282 testimoni al momento citati dalla Procura. I 3 imputati di maggior spicco  – Riccardo Brugia, Salvatore Buzzi e Massimo Carminati – per motivi di sicurezza non saranno presenti in aula e seguiranno il processo tramite in videoconferenza dalle carceri in cui sono detenuti. I tempi dovrebbero essere molto lunghi e le audizioni dovrebbero susseguirsi fino all’estate 2016.

 

La lista dei 101

I 101 sono consiglieri comunali, regionali e funzionari dell’amministrazione capitolina travolti dall’inchiesta giudiziaria sul sistema Buzzi-Carminati. La lista allegata alla relazione di circa mille pagine redatta dalla commissione prefettizia di accesso agli atti è stata  formalmente “liberata” da Gabrielli perché la Procura possa depositarla agli atti del processo. I 101 che sono citati nella lista sono coinvolti a diverso titolo nell’inchiesta.

Tra i 101 si leggono i nomi di Gianni Alemanno (ex sindaco di Roma),  Riccardo Mancini (ex ad di Eur spa), Sveva Belviso (ex assessore e vice di Alemanno), Massimo Caprari (capogruppo Centro democratico), Alessandro Cochi (Pdl), Mirko Coratti (Pd, ex presidente assembla capitolina), Francesco D’Ausilio (ex capogruppo Pd), Alfredo Ferrari (Pd, ex presidente commissione Bilancio), Luca Giansanti (capogruppo Lista Marino), Luca Gramazio (capogruppo Pdl prima al comune e poi alla Regione), Luigi Nieri (Sel, vicesindaco di Marino), Laura Pastore (Pd, consigliera subentrata), Pierpaolo Pedetti (Pd, presidente commissione Patrimonio), Anna Maria Cesaretti (Sel), Giovanni Quarzo (Pdl), Andrea Tassone (presidente Pd X municipio), Giordano Tredicine (Pdl), Eugenio Patané (consigliere regionale Pd).

I testimoni

Oltre ai 46 imputati sottoposti a giudizio, saranno coinvolti anche 282 nomi illustri, portati a testimoniare dalla difesa di Salvatore Buzzi. Tra le personalità che verranno ascoltate spiccano nomi di magistrati e ministri, sottosegretari e parlamentari , giornalisti e architetti. Molti di questi verranno sentiti soltanto come testimoni, non risultando indagati, ma cercheranno di dare un quadro più definito del rapporto fra politica e malaffare.

Fra i personaggi più attesi c’è sicuramente l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, indagato per corruzione e finanziamento illecito, gli inquirenti gli contestano di aver ricevuto soldi per il compimento di atti contrari ai doveri del suo ufficio.

Poi c’è Gianni Letta: già braccio destro di Silvio Berlusconi ed ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio. La difesa vuole sentirlo “sull’incontro con Salvatore Buzzi in relazione alle questioni riguardanti l’allestimento di centri per l’accoglimento degli immigrati” e “sulle modalità di allestimento del Cara di Mineo” .

Fra gli attuali ministri sarà presente il titolare del dicastero del lavoro, Giuliano Poletti, il vice ministro all’Interno Filippo Bubbico ed alcuni parlamentari in carica come Micaela Campana (Pd) ex moglie di Daniele Ozzimo, già coinvolto nell’inchiesta, Umberto Marroni (Pd) e Loredana De Petris (Sel).

Da poco decaduto da sindaco di Roma, l’avvocato Alessandro Diddi, vuole sentire anche Ignazio Marino, per approfondire i suoi rapporti con Luca Odevaine e i contributi elettorali ricevuti dalla cooperativa “29 Giugno”.

Non manca poi la convocazione per Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione: la difesa vuole ascoltare le sue indagini sul Comune di Roma e le “percentuali di anomalie degli appalti aggiudicati alle cooperative di Salvatore Buzzi”.

Nell’Aula ci sarà anche Alfonso Sabella, già assessore alla Legalità di Roma nella giunta Marino, per riferire “sulle percentuali degli appalti assegnati dal comune di Roma e dalle sue municipalizzate nei settori dell’emergenza abitativa, assistenza migranti, raccolta rifiuti e, in generale, nei settori di operatività delle coop di Salvatore Buzzi”.

Sarà interessante ascoltare anche il racconto di Luciano Casamonica, cugino del defunto Vittorio, i cui funerali hanno innescato numerose polemiche a Roma.

I pm

Sono Giuseppe Cascini, Paolo Ielo e Luca Tescaroli, guidati dal procuratore capo Giuseppe Pignatone i pm che proveranno a dimostrare le accuse contro i 46 imputati.

 

 

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