Tutto quello che c’è da sapere sugli stress test

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Foto Fabio Ferrari / LaPresse09 01 2012 Torino, ItalianewsFoto Stock - BancheFoto Fabio Ferrari / LaPresse09 01 2012 Turin, ItalynewsStock Picture - Bank

L’analisi coprirà 51 istituzioni del credito ritenute di dimensioni sistemiche di 15 Paesi europei

Stasera verranno pubblicati gli stress test della Commissione europea sulle banche europee. Tramite l’Eba, l’autorità bancaria europea, verrà testata la solidità di molti istituti di credito del Vecchio continente. Ma cosa prendono davvero in considerazione questi (tanto temuti) test e quali saranno le loro conseguenze per la stabilità finanziaria (anche italiana)?

L’analisi coprirà 51 istituzioni del credito ritenute di dimensioni sistemiche di 15 Paesi europei, che complessivamente rappresentano il 70 per cento degli attivi bancari dell’Unione. Le italiane coinvolte sono 5: Intesa Sanpaolo, UniCredit, Banco Popolare, Ubi Banca e, infine, quella che verrà seguita con maggiore attenzione, Monte dei Paschi di Siena.

Non sarà semplice suddividere le 51 banche con la classica catalogazione di “promosse” e “bocciate”, perché l’Eba non quantificherà eventuali carenze patrimoniali (shortfall) rispetto ad un obiettivo prestabilito, come accaduto invece con gli stress test del 2011 e del 2014. L’autorità si limiterà infatti ad indicare la sua stima su quello che sarà il coefficiente patrimoniale Tier1 di ogni banca a fine 2018, partendo dai dati dichiarati a fine 2015, con uno scenario di base e uno scenario “avverso”.

L’intento dell’esercizio sarà quindi quello di fornire alle autorità nazionali, alla vigilanza Bce e alle banche stesse uno strumento per valutare eventuali interventi.Non sono una sentenza ma una scelta di chiarezza” sottolinea infatti il numero uno dell’Eba, Andrea Enria, in una intervista al quotidiano Repubblica. “E’ inappropriato dare una interpretazione meccanicistica, per cui uno vede i risultati e identifica una cifra di capitale mancante”.

I risultati consentiranno dunque alle banche coinvolte di definire al più i loro piani (magari già durante il fine settimana) per realizzare eventuali aumenti di capitale e smaltire i crediti deteriorati, la vera zavorra soprattutto dei nostri istituti.

I riflettori italiani sono puntati soprattutto su Monte dei paschi di Siena visto che, stando alle prime indiscrezioni sui risultati ufficiali, dovrebbe essere l’unico nostro istituto a non passare indenne gli esami. Per uscire dalle sabbie mobili, tuttavia, l’istituto senese dovrebbe affidarsi al mercato e non alla mano pubblica.

Oltre alla banca senese un altro caso sotto i riflettori sarà quello di Deutsche Bank, che ha appena riferito di un quasi azzeramento degli utili nel II trimestre e che deve fare i conti con costosi contenziosi giudiziari negli Usa e una pesante esposizione a prodotti finanziari derivati.

L’Eba pubblicherà i risultati della simulazione piuttosto tardi, alle 22 italiane, per attendere anche la chiusura dei mercati americani dove sono posizionate diverse delle istituzioni coinvolte, tra cui la stessa Deutsche Bank.

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