Un attentatore è in fuga, polizia francese diffonde foto su twitter

Parigi
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I dettagli della tragica notte che ha sconvolto il cuore dell’Europa e gli aggiornamenti sulle indagini in corso

E’ iniziata la caccia in tutta Europa per cercare di identificare gli attentatori e arrestare eventuali fuggitivi. Uno del commando è riuscito a darsi alla fuga: gli inquirenti hanno ritrovato una seconda auto dei terroristi, usata nelle sparatorie compiute nei bar e caffè. Una Seat Leon nera – riporta il sito di Europe 1 – è stata ritrovata abbandonata a Montreuil, alla periferia della capitale. Nell’auto, rende noto Le Figaro, sono stati trovati tre fucili Kalashnikov.

La polizia francese ha diffuso su Twitter la foto di un individuo ricercato attivamente per la sua implicazione negli attacchi di venerdì a Parigi. Il suo nome è Abdeslam Salah. Se disponete di informazioni, si legge, chiamate direttamente il numero 197, non agite da soli perché l’individuo è pericoloso.

Due dei kamikaze al Bataclan sono stati identificati: uno è Omar Ismail Mostefai. Nato il 21 novembre 1985, nel sobborgo parigino di Courcouronnes, Mostefai era già conosciuto dalla polizia ma era considerato un criminale di poco conto.

Le forze dell’ordine stanno eseguendo controlli a tappeto soprattutto in Belgio, poiché considerano almeno due degli attentatori come provenienti da Bruxelles.

Almeno 132 persone sono morte venerdì 13 novembre a Parigi in una serie di attentati nel centro della città e vicino allo stade de France, dove si stava disputando la partita amichevole Francia-Germania. I feriti sono 352, di cui 99 in condizioni molto gravi. Gli attacchi, secondo il procuratore di Parigi, sono stati compiuti da tre squadre di attentatori che hanno agito in maniera coordinata. Sette attentatori sono morti negli attacchi.

Ripercorriamo i dettagli della tragica notte che ha sconvolto il cuore dell’Europa

Ore 21:15 – Un gruppo di uomini armati a bordo di un’automobile, aprono il fuoco contro i passanti e le persone sedute ai tavoli di due ristoranti: Le Carillon, in rue Alibert, e Le Petit Cambodge, in rue Bichat.

Ore 21:20 – Tre esplosioni vengono avvertite nei pressi dello stade de France. Le esplosioni causano quattro morti, tra cui i due attentatori che si sono fatti esplodere.

Ore 21:30 – Quattro uomini armati entrano nella sala da concerto Bataclan, dove si tiene lo spettacolo del gruppo statunitense Eagles of Death Metal e aprono il fuoco contro la folla. Diversi spettatori vengono presi in ostaggio prima dell’intervento delle Forze speciali. Muoiono almeno 89 persone. Fra gli spettatori rimasti uccisi anche Valeria Solesin, studentessa italiana.

Ore 21:45 – Gli assalitori continuano la loro folle corsa per le strade della città e aprono il fuoco nei pressi del McDonald’s in rue Fabourg-du-Temple e in rue de la Fontaine-au-Roi, nei pressi della pizzeria Casa nostra, causando cinque morti e otto feriti gravi.

Ore 21:55 – All’incrocio tra rue Faidherbe e rue de Charonne un uomo spara contro la terrazza del caffè La Belle Equipe. Muoiono 19 persone e 14 restano gravemente ferite. Contemporaneamente un kamikaze si fa esplodere di fronte ad un Mcdonald’s in Plaine Saint – Denis.

Dopo gli attentati il presidente francese François Hollande ha dichiarato lo stato d’emergenza su tutto il territorio nazionale e ha annunciato il ripristino dei controlli alle frontiere. Il Presidente ha definito gli attentati come un “atto di guerra“. Sono state sospese le manifestazioni sportive. Chiusi tutti i musei, le scuole e il parco di divertimenti Disneyland.

Sabato 14 novembre il gruppo Stato islamico ha rivendicato gli attacchi, con un comunicato pubblicato online che definiva Parigi “capitale dell’abominio e della perversione” e minacciando nuovi attacchi nelle principali capitali fra cui Roma.

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