Tutto ciò che sappiamo sugli attentatori di Parigi

Parigi
epa05023831 A general view of damage outside the Bataclan concert venue in Paris, France, 13 November 2015, where a gunman has reportedly taken people hostage. At least 26 people have died in attacks in Paris on 13 November after reports of a shootout and explosions near the Stade de France stadium.  EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON

Ecco tutte le informazioni a disposizione degli investigatori sugli attentatori di Parigi

Ecco quello che al momento i servizi di intelligence sanno sugli attentatori di Parigi:

Primo gruppo di terroristi – Bataclan

Ismaël Omar Mostefaï – Identità confermata – MORTO
Secondo kamikaze – Identità sconosciuta – MORTO
Terzo kamikaze – Identità sconosciuta – MORTO

Ismaël Omar Mostefaï – E’ uno dei kamikaze dell’attacco al Bataclan. Questo è il primo terrorista che è stato identificato. Mostefai avrebbe fatto un soggiorno in Siria tra l’autunno 2013 e la primavera 2014. Identificato con le impronte trovate su un dito, un brandello del corpo dilaniato dallo scoppio della cintura esplosiva che portava addosso. Omar  stava per compiere 30 anni, nato il 21 novembre del 1985 nel sobborgo parigino di Courcouronnes, una zona povera, dove il piccolo crimine è di casa. E lui aveva collezionato otto condanne per reati minori tra il 2004 e il 2010, ma non era mai stato in prigione. Ma nel 2010 Mostefai era probabilmente già un’altra persona, un altro tipo di criminale ed era stato individuato come “obiettivo prioritario” per un possibile percorso di radicalizzazione. Tuttavia non era mai stato coinvolto in una specifica indagine. La polizia di Parigi ha fermato il padre, il fratello, la compagna del fratello e altri quattro familiari di Mostefai. Tutti sono stati interrogati per avere informazioni sugli ambienti che frequentava.

Il secondo gruppo di terroristi – Stade de France
Bilal Hadfi – Identità confermata – MORTO
Un secondo uomo – Identità non confermata – MORTO
Un terzo uomo con un falso passaporto siriano – Identità non confermata – MORTO
bilalBilal Hadfi – E’ l’unico identificato tra i tre kamikaze si sono fatti esplodere allo Stade de France. Viveva in Belgio e aveva combattuto in Siria con l’Isis, per un momento era stato fermato ai controlli di ingresso allo stadio, ma poi era riuscito ad eludere la sicurezza e a farsi esplodere,  come racconta The Wall Street Journal. Uno steward a Saint-Denis per Francia-Germania svela lo  scioccante retroscena della notte di terrore: “La partita era già cominciata da 15 minuti: l’uomo aveva una cintura esplosiva, è scappato dopo che l’avevamo scoperto e si è fatto saltare in aria”.

Il terzo uomo – Vicino il corpo di un altro attentatore suicida allo Stade de France è stato trovato il passaporto di un uomo siriano nato il 10 settembre 1990 a Idlib (Siria), Mohammad Al-Ahmad, sconosciuto ai servizi segreti francesi. C’è una corrispondenza tra le impronte digitali del kamikaze e quelli riscontrati nel corso di un’ispezione in Grecia. Le autorità greche hanno indicato che l’uomo aveva attraversato l’isola di Leros il 3 ottobre dopo aver attraversato la Turchia. Successivamente è entrato in Serbia per il valico di frontiera di Presevo, dove ha fatto la sua domanda d’asilo prima di entrare nel campo croato Opatovac l’8 ottobre e per poi partire per l’Ungheria. Il ministro della Giustizia Christiane Taubira tuttavia, ha detto che il passaporto era un falso, invertendo il collegamento tra il passaporto siriano e il terrorista.

Il terzo gruppo di terroristi  – 10°-11° arrondissement
Salah Abdeslam – Implicazione non confermata – In fuga
Ibrahim Abdeslam – Identità confermata – MORTO
Un terzo uomo? – Esistenza non confermata – Potenzialmente in fuga

adeslamSalah Abdeslam – La polizia francese si è lasciata sfuggire il super ricercato Abdeslam Salah, ‘l’ottavo attentatore’ di Parigi, dopo averlo fermato per controlli, quando già si sapeva che l’uomo faceva parte del commando jihadista responsabile delle stragi nella capitale francese. A rivelarlo sono stati alcuni funzionari della sicurezza francese. Seconda questa versione, il terrorista non sarebbe stato dunque fermato dalla polizia belga, a cui ancora non era giunta alcuna segnalazione, ma da agenti francesi che, in teoria, avrebbero dovuto bloccarlo.
Ibrahim Abdeslam – il fratello di Salah Abdeslam, Brahim 31 anni, si è fatto esplodere venerdì sera all’interno di un caffè affollato.
Le altre persone sospettate
Il terzo fratello Abdeslam – Implicazione non confermata – Controllato a vista
Due passeggeri della vettura controllata a Cambrai (insieme a Salah Abdeslam) – Implicazione non confermata – Controllati a vista
Il padre e il fratello di Ismaël Omar Mostefaï – Controllati a vista
Abdelhamid Abbaoud, presunto cervello della cellula – Controllato a vista

Nella notte sono scattati alcuni blitz delle forze dell’ordine a Tolosa, Grenoble, Jeumont (alla frontiera tra la Francia e il Belgio) e nel sobborgo parigino di Bobigny. Queste perquisizioni, comunque, più che alle stragi nella capitale francese sembrano legate allo stato di emergenza nazionale proclamato dal presidente Francois Hollande. In queste località sono stati effettuati diversi arresti, secondo gli organi di informazione francesi, che hanno inoltre segnalato sequestri di armi e droga, specie a Tolosa. I caccia francesi, intanto, hanno lanciato massicci bombardamenti in Siria, sganciando almeno venti bombe su Raqqa – considerata la roccaforte dello Stato Islamico – due giorni dopo che l’organizzazione terroristica ha rivendicato le stragi di Parigi. In un’operazione congiunta con le forze statunitensi, i raid hanno preso di mira e distrutto una postazione di comando, un centro reclutamento per jihadisti, un deposito di armi e un campo di addestramento per terroristi.

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