Tutto cambi affinché tutto resti uguale: spuntano le telefonate tra Muraro e Buzzi

Roma
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“Noi lontani anni luce da Buzzi e il suo sistema”… ma la verità sembra essere un’altra

Ogni giorno una grana per Virginia Raggi. Ogni giorno una scoperta sull’Assessora per l’Ambiente, Paola Muraro. Oggi i principali quotidiani riportano la notizia che la Muraro sarebbe stata intercettata al telefono con il ras delle cooperative romane e uomo chiave nell’indagine su Mafia Capitale, Salvatore Buzzi. L’intercettazione non è penalmente rilevante ma politicamente è un macigno, l’ennesimo che si abbatte sull’M5S romano.

Secondo il Corriere della Sera la Muraro “parlava con il presunto boss di Mafia Capitale per conoscere le sorti di un appalto vinto dal Centro Nazionale Servizi di Bologna, di cui lui stesso era socio”. Un interessamento che fino ad oggi non aveva avuto peso giudiziario ma, alla luce dei nuovi sviluppi, ora potrebbe invece essere vagliato dai magistrati per capire se contenga o meno informazioni rilevanti.

L’intercettazione potrebbe infatti chiarire meglio il rapporto fra la Muraro e l’allora amministratore delegato dell’Ama, Franco Panzironi, ex tesoriere di Gianni Alemanno, a libro paga, secondo gli accertamenti del Ros, di Buzzi e per questo finito sotto processo con l’accusa di associazione di stampo mafioso.

 “I magistrati – aggiunge il Corriere – come è emerso nei giorni scorsi, vogliono approfondire proprio questo passaggio nel curriculum della Muraro. Il salto di qualità professionale ed economico compiuto dall’assessora sotto la gestione Panzironi, una gestione praticamente eterodiretta da Buzzi e dal suo socio occulto Massimo Carminati. Ma vogliono anche risentire le conversazioni per comprendere in che modo e soprattutto perché Buzzi si rivolgeva proprio alla Muraro e quali informazioni aveva ricavato dalla donna che all’epoca era una consulente dell’Ama”.
raggiOgni giorno la posizione delle donna si aggrava, la sua figura appare sempre più fumosa e poco trasparente. Perché il M5S continua a proteggerla? E perché i militanti non chiedono le sue dimissioni?  Ma sopratutto perché il grido “onestà” va gridato solo per gli altri e mai applicato per se stessi? Basta rileggere ciò che scriveva Virginia Raggi su Facebook per capire che i grillini usano de pesi e due misure. Per ora la difesa del M5S a Roma è molto debole.
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