Tutte le risorse messe in campo dalle istituzioni italiane e dall’Ue

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Una leva importante per le risorse dello stato centrale si giocherà in ambito europeo: se l’intero costo del sisma non verrà calcolato nel Patto di Stabilità si potrà ottenere una importante flessibilità

Dagli sms solidali all’esenzione dei mutui sono tantissimi gli enti e le istituzioni nazionali che a poche ore dalla tragica notte del 24 agosto hanno attivato la macchina della solidarietà. Iniziative volte ad affrontare nell’immediato la fase dell’emergenza acuta, ma anche a raccogliere i fondi necessari alla ricostruzione dei centri colpiti dal sisma.

Il primo stanziamento deliberato è stato quello del Consiglio dei Ministri all’indomani di quella drammatica notte. Si tratta di 50 milioni prelevati dal Fondo per le emergenze nazionali, che tuttavia dispone di altri 184 milioni impiegabili sempre per la gestione delle esigenze immediate.

Le risorse messe in campo dal governo sono state accompagnate anche da alcuni provvedimenti come il blocco delle tasse per le popolazioni delle zone colpite. E allo stesso tempo, la Protezione civile ha attivato una raccolta fondi tramite il numero solidale 45500, che finora ha raggiunto la cifra di quasi 10 milioni di euro.

Una leva importante per le risorse dello stato centrale si giocherà tuttavia in ambito europeo: se l’intero costo del sisma non verrà calcolato nel Patto di Stabilità si potrà ottenere una maggiore flessibilità, fondamentale per la ricostruzione delle zone colpite dal sisma. E sempre in ambito europeo si potranno ottenere risorse aggiuntive.

Dall’Ue sono infatti disponibili subito 5 milioni di euro dal Pac. Ma il vero sostegno economico arriverà dal Fondo di solidarietà Ue, al quale l’Italia può accedere chiedendone l’attivazione entro 12 settimane dal disastro. Il fondo è nato per rispondere alle grandi calamità naturali ed esprimere la solidarietà europea alle regioni colpite all’interno dell’Unione e già in passato è stato utilizzato per i terremoti di Molise, Aquila, Emilia-Romagna.

Per ottenere il contributo del Fondo dovranno essere rispettati alcuni parametri stabiliti in riferimento alla quota di prodotto interno lordo compromesso. La Commissione valuta la richiesta e, se questa viene accettata, propone l’ammontare dell’aiuto al Consiglio e al Parlamento europeo che devono darne approvazione prima dell’erogazione.

La cifra che verrà negoziata, secondo fonti del ministero dell’Economia e delle Finanze, si aggirerà intorno ai 350-400 milioni.

Tornando in ambito nazionale, c’è poi il protocollo sottoscritto dall‘Abi (l’associazione delle banche italiane) con Protezione civile e associazioni dei consumatori secondo cui si potranno bloccare le rate dei mutui degli edifici danneggiati. E alcuni istituti di credito come Intesa San Paolo e Unicredit, per agevolare la ripresa delle attività, hanno preventivato strumenti per alleggerire il carico nei confronti dei risparmiatori, ad esempio mutui super agevolati per chi ha subito interruzioni dell’attività commerciale.

Quanto all’Autorità per l’energia, è stato approvato un provvedimento di urgenza (non poteva essere altrimenti) che sospende la fatturazione e i pagamenti delle bollette di luce, gas e acqua nelle zone colpite dal sisma. Un primo provvedimento – fa sapere la stessa Autorità – in vista di nuovi interventi che possano prevedere anche l’eventuale introduzione di agevolazioni come già fatto per il terremoto in Abruzzo del 2009 e per quello in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto del 2012.

Ci sono poi le iniziative degli istituti religiosi, come quella della Cei. La presidenza della Conferenza episcopale italiana ha disposto l’immediato stanziamento di un milione di euro provenienti dalla raccolta dell’otto per mille, da utilizzare per far fronte alle prime urgenze e per acquistare beni di primissima necessità. Mentre le chiese evangeliche lanciano una raccolta fondi.

C’è infine da sottolineare l’iniziativa del ministero dei Beni culturali, tramite la quale tutti gli incassi della giornata del 28 agosto dei Musei statali sono stati destinati ai territori terremotati e a interventi sul patrimonio culturale danneggiato dal sisma. Un invito accolto da molti e che ha innescato un effetto a catena coinvolgendo gran parte delle istituzioni culturali del paese.

Ma al di là di questi primi interventi legati all’emergenza, il governo comincerà solo nelle prossime settimane a ragionare sugli stanziamenti veri e propri per portare avanti quella seconda fase che sarà legata alla ricostruzione delle zone colpite dal sisma. Nei piani del governo, altre risorse verranno poi destinate a una terza fase, ovvero quella della prevenzione. In questo senso, il premier sta pensando al progetto “Casa Italia” che nei prossimi giorni ha intenzione di presentare a tutti i soggetti interessati, ai professionisti, ai rappresentanti di comuni e regioni, ai sindacati e alle associazioni di categoria, agli ambientalisti e ai costruttori.

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