Tutti in aula con il tablet: a Perugia già si può

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Il Volta è tra i primi dieci istituti del progetto Scuol@ 2.0 Iscritti quasi raddoppiati grazie a cablaggio e a proiettori wifi E i professori si possono contattare anche al pomeriggio

I viaggi nel tempo? Esistono solo al cinema e tutt’al più in qualche libro. Eppure, è proprio per evitare un viaggio nel tempo che è partita l’avventura di una scuola statale, l’Istituto tecnico tecnologico «Alessandro Volta» di Perugia, fino a renderla un modello di innovazione tecnologica per l’intera Italia.

«È iniziato tutto qualche anno fa – racconta Rita Coccia, che del Volta è la preside – partendo da una semplice considerazione: non era possibile che gli studenti compissero ogni giorno un salto all’indietro di 50 anni, lasciando una casa con Adsl, smartphone e quant’altro per entrare in una scuola senza traccia di tutto ciò».

Una considerazione che, purtroppo a tutt’oggi, si può fare per tantissimi altri istituti del nostro Paese, ma non per questo va ritenuta un limite insormontabile. «Mi sono resa conto – prosegue la preside – che per cambiare davvero, e mettere il Volta al passo con i tempi, il primo problema da risolvere era l’accesso ad Internet per tutti in modo soddisfacente. Una questione non semplice visto che già allora, parliamo del 2010, c’erano quasi mille studenti iscritti. Abbiamo però trovato una società privata che attraverso un ponte radio ci ha garantito una connessione con banda ultra larga, pari a 100 MB.

A quel punto abbiamo cablato tutta la scuola ed installato ben 36 access point. Il risultato è una connettività rapida e sufficiente per tutti gli studenti che si collegano con i loro tablet in wi-fi”. La disponibilità delle Rete è la condizione base, ma per trasformare il Volta in un modello, uno dei primi dieci istituti nazionali a realizzare gli standard del “Progetto Scuol@ 2.0”, è servito molto altro. «È stato ed è necessario muoversi su due fronti – spiega Rita Coccia -, quello dei professori e degli studenti. Che poi diventano tre, considerando le famiglie dei ragazzi, infatti senza la loro consapevolezza della necessità del cambiamento non avremmo potuto ottenere questi risultati». Genitori che innanzitutto hanno cambiato radicalmente la modalità della spesa per l’istruzione: «Ogni nostro studente si serve di un tablet, nella maggioranza dei casi un iPad, per seguire buona parte delle lezioni e studiare a casa.

Il costo è a carico delle famiglie ma non per questo rappresenta un aggravio economico perché allo stesso tempo diminuisce radicalmente l’onere per i libri cartacei, con quattro testi che vengono forniti direttamente dall’istituto in comodato d’uso». Per i ragazzi, poi, cambia del tutto il modo di vivere la scuola. «Abbiamo deciso di scindere il legame con l’aula – dice la preside – ed adesso gli studenti si spostano in questa o quella classe a seconda della materia. In questo modo abbiamo potuto attrezzare le aule in un modo più specifico a seconda delle necessità didattiche». Degli spazi dove fra l’altro non è presente quella lavagna interattiva (LIM) introdotta a fatica, ed un po’ a macchia di leopardo, lungo tutto lo Stivale. «In ognuna delle attuali 69classi del Volta è installato un proiettore interattivo, uno strumento che nelle mani di docenti preparati consente una maggiore flessibilità didattica rispetto alla LIM, con la possibilità di far girare qualunque tipo di software».

I professori, e nell’istituto umbro ce ne sono ben 170 a fronte di un autentico boom delle iscrizioni, ben 1.650 per la prossima stagione scolastica, restano ovviamente il fattore essenziale. «Per tutto quello che si è appena detto appare evidente l’assoluta importanza della formazione. È indispensabile che i nostri docenti siano padroni delle metodologie di insegnamento attraverso i mezzi tecnologici, ed è nostra cura fornirgli tutto il necessario. Devo dire che chi chiede di venire a lavorare al Volta arriva già ben preparato, diverso magari è il caso di chi viene trasferito qui per altri motivi.

Ma l’esperienza ci dice che basta comunque qualche settimana per calare l’insegnante in questa nuova realtà». Docenti che spesso adattano, ed è anche questa una novità, il loro orario di lavoro alle necessità degli studenti: «Nella nostra concezione il rapporto quotidiano non si esaurisce con la fine delle lezioni, per questo i ragazzi hanno la possibilità di contattare i professori attraverso la Rete, ad orari prefissati, durante il loro studio pomeridiano». Un’esperienza, quella dell’Alessandro Volta, che fa notizia. E questo non è un fatto necessariamente positivo poiché nell’Italia del 2015 l’istituto tecnico umbro viene percepito come un’eccezione e non la regola.

A confermare questo stato di cose è una delle aziende leader in tema di testi scolastici digitali. «La didattica digitale sta entrando nella scuola lentamente – afferma Giuseppe Ferrari, direttore editoriale di Zanichelli -. La domanda di prodotti digitali (ebook, piattaforme di apprendimento) è molto minore dell’offerta che propongono le case editrici. Un esempio: chi compra i nostri libri di testo può scaricare gratis l’ebook associato al libro, arricchito di video, animazioni ed esercizi interattivi. L’anno scorso, però, meno del 5% di chi ha comprato il libro ha scaricato l’ebook. E le vendite dei soli ebook sono irrilevanti. Il discorso è simile per i tablet, con una scarsa diffusione nelle scuole. E l’esperienza della Lombardia, che negli anni scorsi ha sussidiato l’acquisto di tablet, fa capire che l’adozione di questo strumento non è così semplice come sembra a prima vista. L’ingresso lento del digitale nella scuola – conclude Ferrari – si spiega dauna parte con la difficoltà di cambiare il metodo di insegnamento e dall’altra con la mancanza di connessioni veloci nelle scuole».

Nonostante le molte difficoltà il cambiamento è comunque in corso, anche per l’impulso delle più importanti aziende dell’hardware con un’offerta che ormai va ben al di là della semplice lavagna interattiva. «NEC ha capito da tempo che gli investimenti del settore scolastico sulle nuove tecnologie vengono compiuti nell’ottica di un apprendimento sempre più collaborativo ed interattivo» – spiega Antonio Zulianello, general manager di Nec Display Solutions per l’Italia -. I nostri proiettori interattivi seguono un concetto preciso: aggiungono valore in un ambito d’utilizzo semplificato al massimo. Un esempio è la possibilità di collegare contemporaneamente decine di tablet al proiettore sfruttando il suo wifi integrato. Del resto, credo sia evidente che gli istituti scolastici vogliono favorire il processo di adeguamento tecnologico, ma senza aggiungere delle complessità».

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